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Il valore aggiunto verso il segno più

I dati dell’Osservatorio dell’economia ferrarese della Camera di Commercio Crescita inferiore rispetto alla media regionale, permane la prudenza

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Alla fine del 2016 il valore aggiunto provinciale a Ferrara segnerà finalmente un segno più, per poi consolidare nel 2017 il trend con variazioni più accentuate, mentre le indagini congiunturali hanno registrato indicatori positivi solo per le imprese manifatturiere di maggiori dimensioni che confermano, per il secondo trimestre consecutivo, un andamento della produzione in aumento, seppur modesto. Questi i principali dati diffusi nell'ultima edizione dell'Osservatorio dell'economia della Camera di commercio di Ferrara.

Gli scenari. Le previsioni più recenti si basano su una stasi della crescita del commercio mondiale per l'anno in corso, cui farà seguito una ripresa nel 2017. Secondo gli scenari di Prometeia, il valore aggiunto provinciale nel 2016 dovrebbe salire dello 0,6%, variazione positiva meno consistente rispetto a quanto rilevato per la regione Emilia-Romagna (+0,9%) e più vicina, seppur sempre inferiore, al dato nazionale (+0,7%).

L’export. Gli indicatori sul commercio internazionale, elaborati sulla base delle informazioni diffuse da Istat e riferiti al 30 settembre 2016, registrano una tendenza negativa delle vendite all'estero di Ferrara, già peraltro evidenziata nella prima parte dell'anno: l'export ferrarese nei primi nove mesi del 2016 è diminuito del -14,2%, quando il valore registrato della regione aumenta leggermente del +1,5% e il nazionale del +0,5%. La diminuzione è stata determinata essenzialmente dall'andamento negativo sul mercato statunitense (dove è diretto ora meno del 17% dell'export ferrarese, quando mentre nello stesso periodo dello scorso anno rappresentava più di un quarto del totale).

Piccole imprese. Meno determinanti del solito le performances delle imprese con almeno 10 addetti che hanno evidenziato una crescita inferiore al trimestre precedente, con ordinativi in calo rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. Solo l'industria dei metalli e l'aggregato delle altre industrie (che comprende imprese chimiche e della lavorazione dei minerali non metalliferi) registrano variazioni positive nella produzione. Per tutti gli altri settori si sono rilevate decrementi nella produzione, con fatturato in crescita per l'agro-alimentare e l'industria delle macchine elettroniche. Da segnalare una crescita del fatturato estero del sistema moda, come peraltro confermato dai dati Istat, ed indicatori positivi per la stessa variabile nel gruppo delle imprese di minori dimensioni e anche tra il limitato numero di imprese artigiane esportatrici.

Stabilità. Le previsioni per gli ultimi tre mesi del 2016 sono comunque orientate ancora verso la stabilità e la prudenza. Per circa la metà del campione i livelli di produzione, fatturato e ordinativi rimarranno invariati rispetto al trimestre precedente, ma contemporaneamente aumenta la quota di imprese che invece prevedono un aumento.

Commercio. Il settore conferma il trend negativo dello scorso trimestre, trascinato dai comparti al dettaglio. Più consistente la riduzione delle vendite per il comparto dei prodotti non alimentari (-4,4%), mentre per la grande distribuzione la variazione positiva del +1,5% risulta sempre superiore al dato rilevato per l'intera regione (-0,4%). Con giacenze adeguate e mai scarse, le aspettative delle imprese commerciali per le vendite dell'ultimo trimestre del 2016 migliorano anche in vista del periodo delle festività, senza raggiungere l'ottimismo rilevato lo scorso anno.

Turismo. Buoni i risultati soprattutto in città, gli arrivi nel complesso sono cresciuti, con un aumento sia del turismo nazionale sia di quello straniero. Per quanto riguarda le presenze (numero di pernottamenti) i dati diffusi dalla regione evidenziano cali imputabili essenzialmente ad una conteggio più rigoroso degli ospiti stagionali dei campeggi (clienti con contratto di affitto di lungo periodo di piazzole) che dal 2016 vengono esclusi. Così sulla costa vengono rilevati aumenti di turisti solo tra gli esercizi alberghieri, essendo sparite circa mezzo milione di presenze fino al 2015 rilevate.

Lavoro. Per il mercato del lavoro, le stime Prometeiaper il 2016 evidenziano un'evoluzione parzialmente positiva: il tasso di attività calcolato su tutta la popolazione, dovrebbe aumentare, così come del resto avviene anche a livello regionale, e il tasso di disoccupazione, pari al 2,6% nel 2007, giunto al 13,3% nel 2014, scenderà all'11%, andamenti ai quali corrisponde una crescita di unità di lavoro in tutti i settori, ad eccezione che nell'industria. Mentre prosegue il contenimento della cassa integrazione a livello nazionale (-13,9%), i dati regionali (+0,8%), ma soprattutto provinciali registrano aumenti. A Ferrara le ore complessivamente richieste sino al 31 ottobre sono più che raddoppiate (+122%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Più fiducia. Nel complesso, dalla lettura dei dati disponibili, si avverte quindi qualche miglioramento nel clima di fiducia, sebbene la ripresa appaia ancora incerta e fragile.

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