Nuova Carife, all'orizzonte c'è Bper. Ristrutturazione da lacrime e sangue
Incontro tra i vertici e i sindacati: consistente riduzione degli organici. Il sindaco: si profila una soluzione, ma sarà un grande sacrificio di carattere sociale"
FERRARA. Prima una ristrutturazione pesantissima, forse la peggiore mai vista a Ferrara, poi la “ripulitura” dei residui debiti incagliati e una bella iniezione di capitale del Fitd. Infine l’arrivo del “salvatore”, molto probabilmente la modenese Bper. È questa la prospettiva disegnata da Roberto Nicastro e Giovanni Capitanio, cioè presidente e amministratore delegato, per «mettere in sicurezza» in maniera si spera definitiva Nuova Carife. Uno scenario emerso dopo l'incontro avvenuto oggi, 21 dicembre, con i sindacati dell'istituto bancario, al termine del quale Nuova Carife ha diffuso questo comunicato:
"I vertici di Nuova Carife hanno incontrato oggi le organizzazioni sindacali e hanno dato oggi avvio alla procedura prevista dal contratto collettivo per realizzare una ristrutturazione inclusiva, tra l’altro, di una consistente riduzione degli organici con ricorso prioritario a strumenti agevolativi e su base volontaria. La sua realizzazione è funzionale a favorire l’ingresso di Nuova Carife in un primario gruppo bancario. Dopo una adeguata illustrazione del progetto le parti si sono aggiornate a un successivo incontro nel quale sarà avviato il confronto per individuare, nel breve, soluzioni condivise."
Il Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani manifesta soddisfazione, leggendolo come un segnale di speranza significativo e importante per la città, l’apertura che viene da un importante Istituto di Credito disponibile a esaminare un progetto di acquisizione della Carife, a valle di una operazione di ristrutturazione della stessa che dovrà essere iniziata dal fondo di tutela dei depositi. “Si profila all'orizzonte una soluzione – dichiara il Sindaco - che per quanto rappresenterà un sacrificio, soprattutto di carattere sociale, rispetto al quale dovremmo attivarci tutti per ridurre gli impatti sulle famiglie dei dipendenti della Cassa rappresenta comunque un primo segnale concreto di speranza rivolto alla nostra città per la prosecuzione dell’attività di un Istituto che ha rappresentato per le famiglie ferrarese e per le imprese un elemento fondamentale per la nostra economia. La fase preliminare, seppur siamo consapevoli delle difficoltà del sistema bancario in Italia in questo momento, è durata tanto, è durata troppo”. Il Sindaco esprime fiducia per la concretizzazione di una possibile e positiva soluzione
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