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Rivedere la Ztl: sì, forse e soprattutto quando?

Ascom: subito. Il sindaco: finire l’anno di sperimentazione. Confesercenti: orari troppo rigidi

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COMACCHIO. Resta un tema caldo quello delle nuove regole che dal 13 giugno disciplinano in modo ferreo l’accesso alla Ztl, nel centro storico lagunare. Il sindaco Marco Fabbri ribadisce che «i turisti hanno manifestato il loro disappunto per la presenza di autovetture in sosta lungo i canali, che vanno a deturpare la bellezza monumentale e paesaggistica del centro storico. Tante sono le telefonate e le mail arrivate in questi anni. In passato coloro che non possedevano un garage e risiedevano in Ztl – ricorda il sindaco - potevano lasciare le auto in sosta in centro storico durante le ore notturne. Ora sono state loro riservate aree di parcheggio adiacenti, ma si è anche voluto salvaguardare un’area di pregio storico ed ambientale, con regole, che potranno essere ridiscusse al termine della sperimentazione di un anno». Dopo le problematiche sviscerate dai singoli commercianti del centro storico, ad approfondire la questione sono le associazioni di categoria. «Ci siamo dati un anno per vedere come va la sperimentazione – interviene Luca Callegarini, funzionario provinciale di Confesercenti -, ma se prima c’era troppa deregulation, ora c’è troppa restrizione. Suggeriamo di introdurre deroghe per le imprese, perché il cittadino va educato e abituato. Per le imprese è emerso un problema legato alle fasce orarie di accesso alla Ztl. La proposta è proprio quella di rivederle, a favore delle imprese per leattività di carico e scarico».

Gianfranco Vitali, presidente dell’Ascom di Comacchio, informa che “proprio questa mattina abbiamo mandato in Comune una richiesta di incontro, per affrontare le problematiche già emerse. Non c’è bisogno di aspettare un anno. Sei mesi sono stati sufficienti per il test e ci sono aspetti da migliorare. Teniamo ben presente – conclude Vitali – che comunque la Ztl c’è sempre stata, non è una novità. Occorre solo aggiustare le nuove regole». Anche Massimo Cestari, del direttivo Ascom, titolare della omonima profumeria, all’ombra della torre dell’orologio, rileva che «da parte del Comune non c’è mai stata una chiusura a rivedere le norme dopo l’anno di sperimentazione» e ritiene che il confronto debba rimanere aperto anche con le altre associazioni di categoria. Cestari acenna anche degli striscioni di Casa Pound di contestazione alla Ztl: «C’è sempre qualcuno che cavalca in modo strumentale quello che si fa. Non si deve arrivare alle barricate, ma tenere aperta la strada del dialogo, ragionando ed affrontando gradualmente le problematiche».

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