Stangata alla banda dei videopoker
Pene per 7 anni ai sette imputati per 10 razzie nei bar: tre di loro i rapinatori che aggredivano anziane per catenine d’oro
FERRARA. Hanno colpito 10 volte a Ferrara città e frazioni e in mezza provincia, con una puntata anche a Ficarolo, specializzandosi nello scassinare e svuotare i videopoker dei soldi all’interno. La banda era stata scoperta e i suoi componenti arrestati da carabinieri e procura (pm Savino). Ieri la stangata in tribunale per sette imputati. Con l’aggravante, per tre di loro, di aver rapinato e aggredito anziani nell’estate di due anni, strappando loro catenine d’oro al collo, gettandole a terra e mandandole all’ospedale.
Il primo tra tutti, albanesi, è il capo Fatmir Dungaj, 21 anni che ieri davanti al giudice Vartan Giacomelli ha patteggiato una pena di 1 anno (mentre per le rapine delle catenine si beccò nel dicembre 2015, 6 anni e 10 mesi, per 7 colpi in città), poi Daniel Celhaca, 23 anni, la cui posizione verrà valutata il 23 febbraio in continuazione con i reati delle rapine delle catenine per cui era stato condannato a 4 anni e 4 mesi; e Fabjon Sali, 23 anni, 1 anno patteggiato ieri, ma 4 anni e 8 mesi di pena per le rapine di cui sopra).
Della banda dei video-poker facevano parte anche Eliton Spahlja, 25 anni e Shkelzen Cakoni, 29 anni che sono stati giudicati in un procedimento separato, mentre ieri ha patteggiato 1 anno e 10 mesi anche Abdellatif Hormi, 25 anni, unico marocchino e 1 anno e 8 mesi Klisman Haskasa, 27 anni; infine Augentolor Cani, 26 anni, dovrà esser processato il 23 febbraio. Le indagini che hanno portato tutti a processo partirono 2 anni fa dopo un tentato colpo in un bar di via Spadari, in città: da lì vennero raccolte prove contro la banda specializzata nel saccheggio di videogiochi (l'inchiesta si chiamava "Videopoker Evolution") e vennero accertati ben dieci furti e tentati compiuti dal marzo fino all’arresto del dicembre 2015: prima al bar Italia di Montalbano, poi al Centrale di Marrara e al Movida di Gallo; poi l'arresto in flagranza di uno della banda mentre tentava di rubare al circolo Arci Il Giardino di Libolla e quindi gli altri furti: al Bar Sport di Lagosanto, all'Eden di Vigarano Mainarda, quindi anche il Bar Arianna di Ficarolo e l'Impero di Tresigallo, mentre non erano andati a segno i colpi ai danni del bar Eden e del bar So.Le di Portomaggiore.
Tutti furti o tentativi che avevano la stessa firma, stessa tecnica: poco prima c’era il sopralluogo per individuare la posizione di slot-machine e video-poker e studio di vie di accesso e impianti d’allarme da neutralizzare con il nastro adesivo. E proprio il nastro adesivo li ha fatti incastrare: perché i carabinieri che svolsero le indagini ne trovarono dei pezzi, e da questi riuscirono a ricavare varie impronte digitali. Infine, tra i tanti anche un colpo - voluto come ritorsione -, ai danni di un ladro come loro: entrarono in casa qui a Ferrara e gli rubarono soldi in contanti fino a 8000 euro. (d.p.)
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