«Le ho sputato, l’ha fatto anche lei»
Poi è andato dall’avvocato della donna e rischia un’altra denuncia
«Le cose che avete scritto non sono conformi alla realtà». Arriva una seconda versione a proposito dell’episodio accaduto martedì mattina in corso Giovecca e riferito ieri dalla Nuova Ferrara. Una dipendente Carife si è rivolta all’avvocato Davide Bertasi per denunciare un uomo che le ha sputato addosso, l’ha insultata, strattonata, presa a schiaffi, minacciata di morte. All’origine vi sono antichi contenziosi tra Carife e l’uomo in questione (le cause hanno dato torto a lui). La dipendente Carife non ha mai avuto come cliente l’uomo, il quale è sovente appostato all’angolo tra corso Giovecca e Bersaglieri del Po dove c’è un bar frequentato dai dipendenti della banca. L’altra mattina vedendo passare la bancaria l’uomo si è inalberato e spiega perché: «Indossava la pelliccia, la porta apposta per snobbare, così le ho detto “ma non è che l’hai comprata anche coi miei soldi?”. Al che - riferisce l’uomo - lei ha offeso me e mia madre. Allora io mi sono rotto e le ho detto “saresti da gonfiare” e le ho sputato in faccia, lei mi ha sputato in faccia due volte e mi ha dato due borsate. Poi non so cosa sia andata a fare al pronto soccorso di Cona». Accenna anche al collega che camminava al fianco della dipendente Carife: «Anche se confermerà la versione della donna le cose stanno come dico io». L’uomo se la prende incredibilmente anche con il legale che tutela la dipendente della banca: «L’avvocato Bertasi non dovrebbe ascoltare solo la sua cliente, prima di parlare dovrebbe informarsi su tutta la situazione». Detto fatto, subito dopo l’uomo si è diretto allo studio Bertasi, come racconta lo stesso avvocato: «È entrato nello studio senza suonare il campanello, ma con uno stratagemma approfittando del fatto che un altro cliente stava salendo. Quando sono andato nell’anticamera dello studio lui era già lì. In quel momento in studio c’era anche la mia assistita, la donna che era stata aggredita. L’ho invitato ad andarsene, visto che non aveva alcun appuntamento e soprattutto perché era entrato in modo surrettizio nel palazzo e poi anche nel mio studio. Ho faticato a farlo uscire, per due volte mi si è posto davanti. Domani presenterò querela per la mia assistita, con una richiesta di misura cautelare, e sto valutando l’ipotesi di tutelarmi a mia volta».
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