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Cgil, Cisl e uil

«Serenissima sospenda il ricatto occupazionale»

La Serenissima Ristorazione, società che gestisce la mensa e il servizio pasti dell’ospedale di Cona, annuncia la procedura di licenziamento per 11 lavoratori e da Cgil, Cisl e Uil chiedono all’aziend...

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La Serenissima Ristorazione, società che gestisce la mensa e il servizio pasti dell’ospedale di Cona, annuncia la procedura di licenziamento per 11 lavoratori e da Cgil, Cisl e Uil chiedono all’azienda l’apertura di un confronto subito dopo Natale. I tre sindacati attaccano la gestione del personale da parte della ditta e additano il supporto che ha ricevuto - a detta delle tre organizzazioni - dalla firma di un accordo sindacale con la sola Ugl, che ha prodotto “ritmi insostenibili” per i lavoratori. L’ epilogo dei licenziamenti annunciati, scrivono Cgil, Cisl e Uil, «desta rabbia ma non stupore» perché «questa azienda» non è la prima volta che omaggia «i propri dipendenti del “ricatto occupazionale”». Non è stato sufficiente, ricordano i sindacati, consentire a Serenissima di utilizzare i locali di Cona anche per produrre i pasti destinati a soggetti esterni. L’azienda ha deciso di fare «della competizione tra i più deboli e della contrapposizione di interessi personali il maggior strumento di competitività aziendale». Sul lavoro «a fronte della dichiarazione di esuberi si continua con l’uso e l’abuso (per qualcuno) di ore straordinarie mentre ad altri lavoratori vengono imposte ferie e recuperi orari di lavoro forzati per lasciare spazio allo straordinario (retribuito in ordinario grazie all’accordo sottoscritto tra Serenissima e la sola Ugl lo scorso anno, che lo motivò proprio per scongiurare esuberi di personale, per altro già ritirati in sede Ministeriale un mese prima)». I tre sindacati chiedono se è vero che si potrebbe adottare anche a Cona il sistema di somministrazione dei pasti meglio conosciuto come “cook and chill”, una tecnica di produzione in legame freddo già in uso da diversi anni nella ristorazione sia collettiva che ospedaliera di Stati Uniti, Canada, Francia, Germania e Regno Unito. E domandano: «Dobbiamo aspettarci altre dichiarazioni di esuberi? La committente cosa ne pensa, esiste una trattativa in questo senso?».

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