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Si è fatta male in ascensore Nessuno si prende la colpa

Si è fatta male in ascensore Nessuno si prende la colpa

La vicenda di Marina Gabbari, dipendente di Serenissima ristorazione, inizia il 26 giugno 2015, quando si trovava a svolgere le sue mansioni all’interno dell’ospedale Sant’Anna di Cona. Per quel...

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La vicenda di Marina Gabbari, dipendente di Serenissima ristorazione, inizia il 26 giugno 2015, quando si trovava a svolgere le sue mansioni all’interno dell’ospedale Sant’Anna di Cona. Per quel lavoro di distributrice pasti la dipendente deve prendere l’ascensore, ma quel giorno l’ascensore si blocca. La signora chiama la centrale che a sua volta contatta la ditta costruttrice, all’epoca Kone, ma dopo 40 minuti, visto che ancora non era intervenuto nessuno, l’operatrice telefonica chiama i Vigili del Fuoco, che effettuano la manovra per evacuare l’ascensore come indicato dal manuale d’uso dell’elevatore.Ma, all’improvviso l’ascensore sale al terzo e ultimo piano, e in quel momento, la decelerazione istantanea provoca la caduta della dipendente, che riporta varie fratture alle vertebre dorsali. Da quell’infortunio ne è derivato un riconoscimento di invalidità permanente al 10%. Ora, il suo avvocato Paolo Pavani, chiede i “danni differenziali Inail, e qui inizia il calvario”, perché, spiega l’avvocato, «nessuno si è assunto le responsabilità». L’avvocato e la sua assistita hanno fatto richieste di risarcimento all’Sant’Anna, a Serenissima, alla Schindler (ditta costruttrice dell’ascensore),consorzio Prog.Este, Coop Service e Vigili del fuoco. «A distanza di un anno e mezzo, tutti hanno disconosciuto le responsabilità, a eccezione dei Vigili del Fuoco che per pronuniciarsi stanno aspettando il parere dell’Avvocatura di Stato», ha concluso l’avvocato. Ripercussioni negative si sono avute nel lavoro. Dopo i 180 giorni previsti per infortunio, a Marina Gabbari era stato affidato un compito per lei adeguato, ma mentre era in ferie le viene affidato una mansione alla Linea di lavaggio, senza essere stata sottoposta a visita medica, che viene effettuata solo in seguito. Il 9 novembre il certificato stabilisce che la persona è idonea alla mansione “con esclusione di spostamento di carichi.” “Marina è rientrata al lavoro il 28 novembre e viene parcheggiata nello spogliatoio per 4 ore e 30. L’altro ieri c’è stato un incontro con l’azienda e stiamo aspettando che le diano una mansione diversa”,conclude Sergio Zattoni, segretario provinciale Uiltucs. (v.c.)

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