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il commento a margine delle vicenda

«Ho rinunciato alla prescrizione»

«Ho rinunciato alla prescrizione»

L’ex direttore: l’archiviazione non mi soddisfa appieno ma è finita

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«La assoluzione per l’insussistenza di notizia di reato è una formula che non mi soddisfa appieno, poiché addirittura nei giorni di chiusura della trattativa con Marostica non ero più in Carife. Ma almeno questa vicenda si è chiusa». Non è un sospiro di sollievo a pieni polmoni, quello di Giuseppe Grassano, ma certo il prossimo sarà per lui il Natale migliore degli ultimi anni. Il fondo di amarezza che si coglie nelle sue parole deriva dal fatto di essersi trovato indagato dopo un’uscita anticipata dalla direzione generale della banca, accompagnata da una lettera d’encomio della Banca d’Italia per il lavoro svolto, non il primo nella carriera di civil servant di questo manager. La data-perno nella ricostruzione di Grassano è il 30 novembre 2011, giorno del closing della trattativa con Marostica per la vendita di Banca di Treviso: il preliminare che definisce le condizioni dell’accordo si definì a giugno, quindi seguirono 5 mesi di due diligence con una ventina di esperti contabili di Marostica, Ferrara e Treviso a passare ai raggi X ogni numero dell’istituto in vendita. Dopo un esame così approfondito, è il ragionamento del manager, come si può contestare i numeri dei bilanci? Molto tempo dopo i fatti, oltretutto.

L’indagine su Grassano dà l’idea di cosa possa succedere ad un cittadino coinvolto in una vicenda giudiziaria particolarmente complessa. Il via è stato segnato da una perquisizione domiciliare e residenziale, e il sequestro del computer; il seguito si è sviluppato sulla base delle carte, come spesso accade per le banche dove ogni passaggio è registrato su documenti. «Ho inviato una lettera alla Procura chiedendo di essere interrogato, ma non ho avuto riscontri» ricorda ancora il manager, che aggiunge di «aver formalmente rinunciato alla eventuale prescrizione di fronte ad entrambe le Procure che hanno indagato sul caso». Ad un certo punto dell’indagine, infatti, è spuntato il possibile filone dell’ostacolo alla vigilanza bancaria, e l’incartamento ha preso la strada di Vicenza. Nemmeno in Veneto gli inquirenti hanno sentito la necessità di chiamare Grassano, il quale in questo caso non aveva sollecitato l’interrogatorio. La richiesta di archiviazione dei pm vicentini hanno spostato di nuovo l’incartamento sulla tratta Vicenza-Ferrara, e nel frattempo era scattato la terza richiesta di proroga dell’indagine che resta però basata sulla documentazione acquisita nelle sedi delle banche e negli alloggi di Grassano.

L’archiviazione datata 16 dicembre, per mano del gip Piera Tassoni e su richiesta dei pm Cavallo, Longhi e del procuratore Cherchi, chiude dunque una vicenda aperta nel gennaio 2014, quindi quasi tre anni. Stessa sorte di Grassano ha subìto Gianfranco Gasparotto, ex direttore generale di Marostica, che invece dovrà affrontare un processo per presunti “ritocchi” ai bilanci 2011 e 2012.

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