Il bilancio non ha la maggioranza
Il nuovo anno si aprirà con l’esercizio provvisorio
CENTO. Il bilancio di previsione 2017 non ottiene la maggioranza. Il nuovo anno in Partecipanza agraria di Cento si apre con l’esercizio provvisorio per dodicesimi. Il consigliere e magistrato Mirco Gallerani non partecipa al voto, e il consiglio dello storico ente agrario, riunito mercoledì sera nella sede di via Guercino, non approva il previsionale 2017, terzo punto tra i quindici all'ordine del giorno.
In apertura di seduta, l’opposizione rappresentata da Fausto Gallerani, Flavio Draghetti, Fabrizio Balboni, Tiziano Pirani, Vasco Fortini e Sauro Bregoli (assente Valter Balboni), manifesta dissenso rispetto alla modalità di convocazione della seduta: «Una mail inviata, senza alcuna altra comunicazione o avviso, nel tardo pomeriggio di venerdì 16 con allegati tutti i documenti relativi ai 15 punti all’ordine del giorno, almeno un centinaio di pagine». Poi, il colpo di scena, sul punto del Bilancio di previsione 2017.
Dopo ampia discussione della proposta, il presidente Aproniano Tassinari apre le votazioni. Su 18 consiglieri presenti in 15 in aula: 10 della maggioranza e 5 dell'opposizione. Assenti Alessandro Tassinari, Valter Balboni e Flavio Draghetti (uscito per pregressi impegni). Oltre a due aspetti del bilancio inerenti allo Statuto, il consigliere di maggioranza Mirco Gallerani non ha partecipato al voto: «La maggioranza si era già espressa in sede di magistratura negando tra le riforme dello Statuto che venisse abolita ogni discriminazione nei confronti delle donne. Mentre è sempre stata nota la mia posizione, quella di far valere a pieno i diritti costituzionali delle donne. Da qui, per coerenza, la mia non partecipazione al voto».
In tal modo, con 9 voti favorevoli e 5 astenuti, è mancato il numero legale (di 10) per l'approvazione del bilancio. A quel punto, il presidente Tassinari ha chiuso la seduta, senzaproseguire con i restanti punti all’ordine del giorno. Dal 2017 quindi, l’Ente entra in esercizio provvisorio. Ora c'è tempo fino al 28 febbraio per tornare in consiglio e approvare, con una ricostituita maggioranza di 10 consiglieri, il previsionale. In caso contrario o l’ente va al commissariamento oppure il presidente, rimanendo in esercizio di funzione, indice nuove elezioni.
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