La Nuova Ferrara

Ferrara

Pier Paolo, in una cena la chiave del giallo

di Marcello Pulidori

Omicidio Minguzzi: nuovi retroscena per spiegare la morte del carabiniere avvenuta quasi 30 anni fa

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CODIGORO. Una cena, consumata assieme ad ex compagni di scuola, potrebbe nascondere il movente e chiarire, una volta per tutte, come, ma soprattutto perché, è morto Pier Paolo Minguzzi, 20 anni, all’epoca carabiniere di leva prima assegnato alla stazione di Bosco poi a quella di Mesola. Vent’anni che Pier Paolo, componente di una ricca famiglia di imprenditori agricoli romagnoli (per questo non venne mai scartata nemmeno l’ipotesi di un rapimento a scopo di riscatto) aveva quel maledetto 1 maggio 1987 quando venne trovato morto nelle acque del Po di Volano, in località Ca’ Rossa di Codigoro. Un giallo che, a distanza ormai di quasi 30 anni, non ha ancora trovato soluzione. Ma, proprio nelle ultime ore, i legali della famiglia (gli avvocati Paolo Cristofori e Luca Canella) e gli investigatori privati, senza mollare mai la presa, sono riusciti a far emergere altri, importantissimi dettagli sulla scomparsa del ventenne. Intanto, come ieri hanno spiegato i due legali, c’è una telefonata anonima che chiamò in causa un carabiniere commilitone di Pier Paolo. Sta di fatto, però, che questo commilitone risultò avere un alibi di ferro, e dunque uscì dalle indagini. Ma a far credere ad avvocati ed investigatori privati che sarà possibile, un giorno non lontano, dare un volto agli assassini di Pier Paolo (è bene ricordare che l’autopsia sul corpo del giovane parlò di morte per strangolamento, e successiva asfissia), arriva ora soprattutto una cena, in un notissimo locale di Milano Marittima (nel Ravennate), cena cui Pier Paolo partecipò, in quei giorni di festività pasquali, assieme a numerosi ex compagni di scuola. A quella cena, secondo Cristofori e Canella, prese parte qualcuno che sapeva, e che forse sa anche oggi, perché morì Pier Paolo. Giovani amici che con lui avevano frequentato l’istituto agrario di Ravenna. Chi sa (e gli avvocati sono convinti che chi sa c’è) accolgano, ha spiegato ieri l’avvocato Paolo Cristofori, «l’appello nostro, degli investigatori ma soprattutto dei familiari, dalla sorella Anna Maria, al fratello Giancarlo e alla madre di Pier Paolo, Rosanna. Siamo convinti che la verità verrà a galla - ha concluso Cristofori - e che la famiglia potrà finalmente trovare giustizia». Chi volesse mettersi in contatto con gli investigatori ha a disposizione questi numeri telefonici: Securteam, 0532- 186.43.00; oppure 340 -376.52.67. Anonimato garantito.

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