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settore sanità al sant’anna

Vertenza sulle modalità di lavoro

Vertenza sulle modalità di lavoro

Angotti (Fp Cgil): problemi per l’organizzazione del personale

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Si è svolta ieri un'assemblea degli operatori sanitari per discutere della nuova organizzazione, decisa dall'azienda ospedaliera Sant'Anna, sulla diversa modalità di lavoro nelle sale operatorie. L'azienda ospedaliera ha comunicato che dal 9 gennaio un gruppo di lavoro di medici e infermieri professionali dovrà dichiarare quali sono gli interventi complessi e quali quelli più semplici, cosa che comporta un diverso utilizzo del personale. Tante le perplessità che questa decisione ha suscitato tra gli addetti ai lavori. «A oggi questi gruppi di lavoro non sono ancora stati formalizzati», dice Domenico Angotti, funzionario Funzione Pubblica Cgil, «senza parlare della distinzione tra interventi semplici o complessi. Un intervento può essere semplice in sé ma complesso per le patologie che il paziente presenta. Ho inviato una lettera alla direzione per sapere quali sono gli interventi semplici e complessi, e l'azienda ha risposto spiegando che sarebbero stati costituiti dei gruppi di lavoro, che a oggi non sono ancora stati formalizzati». Il sindacalista chiede che questi gruppi, siano rappresentativi di entrambe le categorie, composte anche da infermieri oltre che da medici.Uno dei punti più delicati della questione, che riguarda anche il buon esito degli interventi, è dato dal fatto che su tre infermieri che saranno in sala operatoria, uno sarà a scavalco, cioè farà da raccordo tra la sala operatoria e l'esterno. «Ma se durante l'intervento chirurgico, quella figura è impegnata altrove e diventa importante per l'operazione, cosa succede?» si chiede Angotti, dando voce alle perplessità degli operatori sanitari. Un altro rilievo, mosso all'azienda, è che l'Ospedale di Cona è un hub per la provincia, vale a dire che si effettuano solo interventi delicati, mentre ora dalla direzione si propone un differenziazione tra interventi più o meno complessi. «A Cona dovrebbero esserci solo interventi di alta complessità. Ma ora emerge una contraddizione se la direzione ci chiede di distinguere le tipologie di intervento in semplici o complessi», continua Angotti. Le figure a scavalco sarebbero presenti negli interventi a bassa complessità. La preoccupazione dei sanitari è la programmazione della sala operatoria, «la parte più importante per il nostro lavoro è l'organizzazione della piastra operatoria». Il direttore amministrativo Iacoviello ha detto che ci sarà un tavolo sindacale il 12 gennaio.

Veronica Capucci

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