«Fusione, si faccia un referendum»
Lagosanto, Menegatti capogruppo del M5S vuole coinvolgere i cittadini
LAGOSANTO. «In un prossimo futuro Lagosanto sarà costretto alla fusione con un altro comune: piuttosto che subire la decisione da parte di un terzo, la migliore scelta è quella di chiedere ai cittadini, con l’istituzione di un referendum consultivo, la propria preferenza riguardo alla fusione individuando quale sia la scelta migliore da seguire (con Codigoro o con un altro comune ndr,)». Federico Menegatti, capogruppo in consiglio comunale del M5S è partito da queste considerazioni nel chiedere al consiglio comunale laghese l’istituzione della commissione “fusioni” ed il referendum consultivo popolare per la fusione con un altro comune.
«L’obiettivo di questa mia richiesta- spiega lo stesso Menegatti - è quello di un confronto costruttivo tra tutte le forze politiche per arrivare all’istituzione, da parte del Consiglio comunale, del referendum consultivo. Questa conclusione è emersa anche valutando l’inutilità del nuovo ente “Unione dei comuni del Delta del Po” il quale in oltre due anni si è riunito solo un paio di volte senza produrre effetti tangibili oltre che avere sottratto al cittadino la possibilità di votare direttamente i propri rappresentanti». Menegatti passa poi ad illustrare gli argomenti a supporto della sua iniziativa: «la dotazione finanziaria da parte di Stato e Regioni verso i comuni sta percorrendo un trend discendente da diversi anni, all’interno del quale vengono sempre più penalizzate le piccole realtà, come Lagosanto; le nostre proposte sono sempre state bocciate dalla maggioranza per la stessa motivazione: assenza di finanze disponibili per l’attuazione. Il blocco delle assunzioni e del turn over sta creando grossi problemi all’amministrazione la quale si trova sotto organico, la conseguenza a tale mancanza è una diminuzione dei servizi offerti ed un calo di efficenza. Anche alcune manutenzioni ordinarie e straordinarie, come ad esempio la segnaletica stradale e sedi stradali sconnesse e pericolose col passare del tempo sono trascurate così come la mancata disinfestazione delle zanzare. I cittadini continuano a pagare tasse ed imposte al comune ottenendo in cambio un servizio sempre meno puntuale. Si ha la necessità di trovare una soluzione al problema e per noi è quella della valutazione di fusione con un altro comune o più». Menegatti passa poi ad indicare i vantaggi derivanti dalla fusione: «incentivi regionali e statali; sblocco delle assunzioni ove necessario, maggior peso durante le discussioni all’interno delle istituzioni superiori e nei confronti con le altre amministrazioni comunali; sblocco degli investimenti sul territorio; ripresa delle manutenzioni ordinarie e straodinarie; riduzione reale dei costi della politica. In un futuro prossimo Lagosanto sarà costretto alla fusione con un altro comune: piuttosto che subire la decisione, la migliore scelta democratica è quella di chiedere ai cittadini, con l’istituzione di un referendum consultivo, la propria preferenza riguardo alla fusione individuando quale sia la scelta migliore da seguire. Ho chiesto al consiglio di esprimersi su questo tema, di istituire la commissione fusione; stabilire i contatti con la Regione per procedere alla fase preliminare, impegnarsi ad intraprendere il progetto con l’obiettivo della fusione entro la fine della legislatura».
Il sindaco Maria Teresa Romanini nella risposta «consiglia di prendere contatti con il presidente dell’Unione dei Comuni del Delta del Po, Alice Zanardi, per presentare la sua proposta».
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