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«L’apicoltura va aiutata»

«L’apicoltura va aiutata»

Bondeno, Alberghini sta facendo conoscere le opportunità

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BONDENO. Tra quelli che hanno lanciato l’allarme su quanto accaduto qualche giorno fa nell’azienda di apicoltura a Bondeno on l’atto i vandalismo compiuto ai danni delle casette dove si trovano le api, c’è anche Gino Alberghini, ex consigliere comunale che nel corso del 2015 si è occupato dell’organizzazione di vari incontri con l’obiettivo di fare conoscere le opportunità dell’attività di apicoltura.

«Il danno – spiega Alberghini – è enorme, anche perché le api stanno sparendo e il loro ruolo per l’impollinazione di fiori e frutti è a serio rischio. Senza le api, non ci sarebbe agricoltura, ma senza apicoltura le api stesse non potrebbero sopravvivere a lungo, a causa della v«Apicoltura,arroa (l’acaro parassita che ne minaccia l’esistenza; ndr).» Questa attività è sostenuta in molti Paesi europei come la Svizzera che eroga contributi che ne incentivano la diffusione. Esistono anche contributi da parte dell’Unione Europea per un’azienda che intenda iniziare con alcuni alveari, dai quali poi si possono ricavare, oltreché miele, propoli, pappa reale, anche principi curativi (l’apiterapia, infatti, è una nuova frontiera): «Per molti giovani, questa potrebbe essere un’opportunità – dice Alberghini – anche se episodi come quello vandalico avvenuto qualche giorno fa disincentivano investimenti in tal senso. Queste persone devono capire che non hanno solamente arrecato un danno all’azienda e all’agricoltura, ma all’intero ecosistema».

L’ atto vandalico, ha mandato in frantumi decine di arnie, contenenti uno sciame d’api di proprietà dell’azienda Gocce Balsamiche. Ignoti che non si sono recati nell’area vicina a via Dazio (dove si trovano le arnie) per rubarle, ma per distruggerle. Migliaia di insetti al suolo (uno sciame, mediamente è composto anche da 50-60mila api, anche se nel periodo invernale il numero si riduce drasticamente) paralizzati dal gelo. In ogni caso, l’azione premeditata sembra essere stata fatta da qualcuno “del mestiere”, che sapeva che cosa fare. Di certo, solo in primavera si avrà una stima esatta dell’accaduto, anche se quantificando le arnie distrutte non è difficile capire che il danno economico, per l’azienda in questione, è stimabile in non meno di 10mila euro.

Mirco Peccenini

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