La Nuova Ferrara

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distanze abissali tra sindacati e capitanio-nicastro

Oggi parte la trattativa sui 400 esuberi

Un accordo complicatissimo da trovare, che si lega all’annunciato arrivo di Bper

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Oggi la trattativa sui 400 esuberi di Carife entra nel vivo. Nella tarda mattinata i rappresentanti sindacali incontreranno la delegazione aziendale capeggiata dall’amministratore delegato Giovanni Capitanio; non è annunciata la presenza di Roberto Nicastro, anche se prima o poi il confronto dovrà avvenire anche con il presidente delle quattro good bank, il quale ha auspicato che la trattativa trovi entro la fine dell’anno una composizione, tant’è che il calendario della vertenza prevede un secondo appuntamento il 31 dicembre. Ma appare improbabile che si possa pervenire a una sorte di pre-accordo nel giro quattro giorni. Il dimezzamento dell’organico di Carife è stato respinto dall’assemblea dei dipendenti: 400 è un numero molto complicato anche da gestire; con gli strumenti a disposizione (prepensionamenti con lo scivolo di 5 anni più uscite incentivate) si arriva attorno a quota 150. Sul resto pesa un enorme punto interrogativo. Le risposte i sindacati oltre che a Ferrara, le vogliono cercare e trovare a Roma coinvolgendo il governo. La prima richiesta sarà quella di ridurre quota 400. All’orizzonte c’è Bper, la banca con sede a Modena, che dovrebbe acquisire Carife dopo la tremenda cura dimagrante. La notizia di Bper - visto anche il progressivo eclissarsi di altre ipotesi - è stata salutata con favore in città, a partire dal sindaco. Sia Tagliani, però, che Cappellari (Amici Carife) sono stati attaccati da Attilio Granelli (segreteria nazionale Fabi) secondo cui «sia sindaco che Amici Carife sembra abbiano già scaricato i dipendenti». Cappellari è rimasto colpito da questa giudizio: «Non conosco Granelli, forse è stato male informato. In questi 7 anni abbiamo sempre ritenuto che la battaglia per risanare Carife doveva essere portata avanti insieme ai sindacati dei dipendenti. E per questo come associazione ci siamo sempre spesi anche personalmente nei colloqui con i sindacalisti. Del resto ci chiamiamo Amici di Carife, un nome che oggi è anche faticoso da portare. I 400 licenziamenti sono un fatto doloroso, auspichiamo che l’evoluzione della trattativa cambi questi numeri».

Quanto all’ipotesi Bper «penso che tra le opzioni in campo sia una delle migliori».

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