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Ristoranti pieni Cenone natalizio non solo in famiglia

Ristoranti pieni Cenone natalizio non solo in famiglia

Sempre più famiglie scelgono di trascorrere fuori la festa E per Capodanno prenotazioni anticipate anche di un mese

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Ancora una volta le previsioni sul Natale sono state smentite dai fatti. Si era detto che nove italiani su dieci avrebbero trascorso la festività nell'ambito delle proprie case e invece - almeno a Ferrara - sembra esatto il contrario. Lo hanno dimostrato i ristoranti presi d'assalto, all'insegna del “ tutto esaurito”, al punto che in qualche caso non sono riusciti ad accontentare qualche richiesta arrivata all'ultimo momento; e quelli sì, sono dovuti rimanere a casa .

C'è stata però qualche eccezione (ma si contano sulle dita di una mano), in cui il proprietario ha preferito chiudere e trascorrere il Natale in famiglia. Invece altri locali non solo erano aperti, ma affollatissimi. Come il Don Abbondio, rinomato particolarmente per il pesce; Cusina e butega a due passi dalla Cattedrale; l'Archibugio con il doppio ingresso uno in via Darsena e l'altro dal parcheggio Centro Storico; l'Osteria i 4 Angeli proprio davanti al Castello Estense.

Qualche ferrarese previdente aveva prenotato per tempo, quasi una quindicina di giorni prima del Natale e un mese fa per Capodanno e in questo modo si è garantito le due feste; altri invece, per non rinunciare, si sono spostati fuori città trovando finalmente un tavolo fra il pienone.

Chi invece non ha voluto spostarsi si è rassegnato ed è rimasto a casa prendendo di punta le rosticcerie che a Natale si adeguano ai menù tradizionali spaziando molto anche in quelli vegetariani e perfino vegani , in netto aumento, poichè offrono incredibili e gustose alternative.

Dunque non si può certo parlare di crisi, specie nel settore alimentare . «Rinunciamo a qualche cosa di superfluo - dichiarano alcuni ferraresi - ma non a una tavola imbandita e se è tutto già pronto ancora meglio!» «In fondo non cambia molto se la famiglia si ritrova a una tavola di ristorante piuttosto che a casa propria - sostengono altri - Poi se siamo in tanti, magari si paga ognuno la propria parte e quando si torna a casa tutto è in ordine e non si devono lavare piatti e pentole».

È evidente che in certe ricorrenze nelle quali la festa coinvolge molte persone, non si ha più tanta voglia di stare attaccati ai fornelli per giornate intere; il lavoro stressa e in questo caso la cucina non è più un momento di relax; quindi meglio dirottarsi verso un ristorante, ordinare quello che si preferisce e «una volta all'anno essere serviti».

Una situazione che sembrava tipica del Capodanno e che invece da qualche tempo, nonostante i problemi economici che hanno colpito molte famiglie, le porta a uscire e «a sentirsi per un giorno, dei signori».

Questione di punti di vista, di ragionamenti che si adeguano alla vita frenetica di tutti i giorni e dimenticano la dolce atmosfera che vivono coloro che rimanendo legati alle tradizioni non rinuncerebbero mai al pranzo in famiglia, allo scambio dei regali posizionati sotto l'albero e alla vecchia ma sempre divertente tombola o ad altri giochi in scatola, terminando la giornata con il cinema.

Soddisfatti alla fine sia i clienti che si sono riposati sia i ristoratori che hanno lavorato il giorno di Natale riempiendo i loro locali e rimandando a gennaio il loro meritato periodo di ferie.

Margherita Goberti

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