Aggredito nella notte Il padre: so chi è stato
Pontelagoscuro, trentunenne con lesioni alla testa ricoverato al Sant’Anna La famiglia: è la terza volta, deve essere protetto. E c’è un sospettato
«Avevo sentito il suono dei colpi, delle botte in strada e la voce di mio figlio che mi chiamava: “Mamma, mamma”». Il ritmo del discorso spezzato, l’angoscia stampata sul volto. Mezzanotte passata da pochi minuti, l’altra notte, davanti all’ingresso di un condominio di corso del Popolo, a Pontelagoscuro. Ci sono una donna e un uomo, i carabinieri e un’ambulanza. Dentro, medici e infermieri si affaccendano attorno a un paziente ferito alla testa, un uomo di 31 anni aggredito pochi minuti prima nei pressi dell’abitazione dove vivono i genitori che raccontano, concitati e turbati, cosa hanno visto agli operatori dell’Arma. Lei, la madre del ferito, ha sentito il trambusto in strada. Lui, il padre, si è sporto dalla finestra e dice di aver riconosciuto l’aggressore. È sceso giù col cuore in gola per trovarsi di fronte a una scena raccapricciante. A terra, sul marciapiede, una vistosa macchia di sangue, altre macchie rosse che colano sul muro, sul portone del palazzo, sulle pareti dell’atrio. Il figlio è seduto a terra e subito dopo essere stato colpito (forse con una mazza) racconta al padre e a una vicina, battendo i denti, che sente freddo. «Ho visto chi ha aggredito mio figlio - ha confermato ieri il genitore - ed è già accaduto».
Il trentunenne è stato ricoverato al Sant’Anna, dove ieri gli hanno ricucito le lesioni sulla testa riportate nei lunghissimi secondi marcati dalla violenza. C’è un sospettato, coetaneo del ferito, la stessa persona indicata come responsabile del fatto ma che avrebbe smentito il proprio coinvolgimento. I carabinieri stanno verificando la sua versione. «Quello che è successo stasera - raccontava tesissimo, lunedì notte, il padre del ferito - è già avvenuto altre due volte, una a Ponte, in agosto, e una a Valencia, in novembre». Il giovane presenta ancora in faccia le tracce dell’ultimo scontro, quello avvenuto in Spagna, con ferite al setto nasale e alla testa, ripete il padre. Nessuna denuncia sarebbe stata presentata per il primo episodio, per il secondo sarebbe stato presentato un esposto in Italia, ma nessuna querela alla polizia iberica. I due coetanei si conoscono dall’infanzia, a dividerli nei mesi scorsi sarebbe stata una vicenda sentimentale che coinvolgerebbe una terza persona. «Nostro figlio ha bisogno di protezione - ripetono i genitori del giovane - la prossima volta potrebbe succedere l’irreparabile». La prognosi è di 20 giorni. È molto probabile che con i trascorsi emersi in queste ore il fascicolo finisca sul tavolo del magistrato per la valutazione di una misura restrittiva. E per chiarire alcuni aspetti del fatto non ancora illuminati del tutto. (cr.fe.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
