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Il consigliere chiede informazioni sul progetto solidale

«I fondi del Conto Terremoto agli azzerati»

«I fondi del Conto Terremoto agli azzerati»

La proposta di Bazzocchi (M5S): è vero che ci sono ancora 100mila euro inutilizzati?

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Come sono stati spesi i fondi del “Conto Terremoto Carife” aperto a seguito del sisma del 2012 e, soprattutto, quei soldi sono stati spesi tutti? Secondo il consigliere comunale del M5S, Alessandro Bazzocchi, una parte della somma raccolta per la solidarietà post-terremoto potrebbe essere rimasta inutilizzata e l’importo sarebbe piuttosto consistente, circa 100mila euro. Una cifra che – se venisse confermata la sua giacenza nel conto e poi venisse totalmente spesa – potrebbe rendere possibili interventi di recupero di una certa importanza per lenire una parte dei rovinosi effetti del sisma nella nostra provincia come dell’altro “terremoto”, ricorda Bazzocchi: quello che si è abbattuto negli ultimi anni sui risparmiatori di Carife. Di quel conto corrente, però – esclusi alcuni articoli di stampa ormai datati, ricorda Bazzocchi – si sono perse le tracce e non si hanno notizie recenti. Il consigliere grillino torna indietro di quattro anni e ricorda che il 25 maggio 2012 «Carife diramò un comunicato stampa annunciando l’apertura di un conto corrente di solidarietà per raccogliere fondi per le zone colpite dal terremoto nelle province di Ferrara e Modena». I dirigenti di allora della Banca e della Fondazione, in particolare Sergio Lenzi e Piero Puglioli, ricorda Bazzocchi, aggiunsero che i due istituti erano pronti a «versare un contributo». Il 27 luglio 2012 la cifra depositata sul conto corrente «ammontava a 138mila euro». La commissione incaricata di valutare gli interventi più urgenti era composta da rappresentanti di Carife e Fondazione (i due presidenti già citati), Provincia (Zappaterra) e Prefettura (Niglio in rappresentanza del prefetto Raimondo). Due anni dopo, il 14 marzo del 2014, Carife annunciò che 25mila euro venivano destinati ai lavori post-sisma nella parrocchia di Vigarano Pieve. Nel 2015 vennero issati sulla Prospettiva di corso Giovecca gli 11 pinnacoli rimossi tre anni prima essendo divenuti insicuri e pericolanti a seguito delle due scosse. Dei 60mila euro che avevano finanziato il lavoro, 35mila provenivano dal Conto Terremoto Carife, ma non si ha conoscenza – evidenzia Bazzocchi – di un’attività della Commissione legata a questo progetto. «Allo stato attuale – commenta il consigliere pentastellato – non sono note ulteriori attività della Commissione, nè si hanno notizie facilmente reperibili sulla sua composizione attuale dal momento che è decaduto il ruolo di presidente della Provincia (l’ente nel frattempo è stato riformato e il presidente è da due anni Tiziano Tagliani, ndr) nè si sa chi ha assunto l’incarico al suo posto». Nessuna informazione in merito è giunta dalla prefettura («la segretaria del prefetto specifica che nessun’altra attività relativa a questa commissione ha coinvolto il loro ufficio dopo il 2014»). In risposta ad una interrogazione presentata in Comune dallo stesso Bazzocchi l’assessore alle finanze, Luca Vaccari, aveva dichiarato il 2 novembre scorso che «l’amministrazione (comunale, ndr) non è coinvolta in iniziative o progetti che utilizzino fondi raccolti attraverso il “Conto Aiuto Terremoto Carife”, oltre a quello relativo al ripristino dei pinnacoli della Prospettiva di corso Giovecca» aggiungendo che «l’amministrazione comunale di Ferrara non era rappresentata all’interno della Commissione e continua a non esserlo». Infine nel documento si sottolinea che Tagliani, sindaco di Ferrara e anche presidente della Provincia (dal 2014) non rappresenta «l’amministrazione comunale all’interno della Provincia». Bazzocchi passa quindi alle domande rimaste finora «senza risposta»: «Se, e quali, altri progetti hanno eventualmente goduto di finanziamento, oltre a quelli già noti a mezzo stampa? – chiede il consigliere - Qualcuno dell'amministrazione comunale in questi due anni si è interessato all'argomento? Quanti soldi sono stati complessivamente raccolti finora, e di questi quanti risultano ancora effettivamente disponibili?». L’ultima richiesta riguarda l’eventuale impiego di fondi giacenti: «In caso di ulteriore incapacità di individuare progetti idonei ad essere finanziati, è possibile usare i soldi raccolti per rifondere parzialmente i cittadini che, avendo subìto danni patrimoniali a causa dell’evento sismico, abbiano ulteriormente perso parte dei propri risparmi dopo le recenti vicissitudini dell’istituto bancario più importante della città?”.(gi.ca.)

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