Amelio: «Nel 2017 prudenza e ancora pochi investimenti»
«Guardando al 2017, riteniamo che nelle aziende preverrà un atteggiamento di prudenza e bassa propensione agli investimenti». È la previsione di Marco Amelio, presidente Cofiter (Confidi Terziario...
«Guardando al 2017, riteniamo che nelle aziende preverrà un atteggiamento di prudenza e bassa propensione agli investimenti».
È la previsione di Marco Amelio, presidente Cofiter (Confidi Terziario Emilia Romagna), che con un'attività che va dall'erogazione di micro credito per la nascita e la riqualificazione di attività, alla consulenza, ha deciso di elaborare le strategie 2017 interrogandosi sulla percezione che le PMI hanno dei loro stessi bisogni. E dei Confidi. «Perché oggi - chiarisce Amelio - la programmazione non è più pluriennale».
L'indagine (fonte Sigma Consulting, terzo trimestre 2016), svolta su un campione di 600 realtà (400 in Emilia Romagna, 200 Piemonte, Veneto, Lombardia), ha rivelato che il 67% di quelle interpellate conosce il sistema Confidi, seppure ne è nota soprattutto la funzione primaria, ossia offrire garanzie, meno quella dei servizi collaterali.
«Un fronte su cui - esplicita il Presidente Cofiter, Marco Amelio - noi stiamo da tempo lavorando».
E Amelio cita, tra quelli lanciati di recente, la consulenza per l'analisi della centrale dei rischi che «mette le aziende nella condizione di procedere alla propria programmazione e pianificazione economico finanziaria con la necessaria cognizione» e la redazione dei business plan, spesso sottovalutata, «nonostante rappresenti il biglietto da visita per l'accesso al mercato finanziario nella ricerca di linee di credito».
Ancora, il 54 per cento delle PMI definisce buona o ottima la propria competitività sul mercato e il 46 per cento individua nella mancanza di risorse finanziare il principale ostacolo da superare. Il 58% ammette di riuscire a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario senza particolari difficoltà, il 36% con fatica e in ritardo, il 6% non riesce.
Le maggiori vulnerabilità si registrano sul fronte entrate. Tre i motivi di sofferenza: entrate sicure ma tardive (42%); irregolari o imprevedibili (39%); insufficiente livello di fatturato (37%). La funzione finanziaria è svolta nel 53% dei casi internamente, nel 18% esternamente, nel 29% in forma mista.
«Dati che permettono di comprendere come le PMI interpretano se stesse. Ed evidenziano - rivela il Presidente Cofiter - una certa tendenza, soprattutto nelle piccole realtà, a occuparsi di tutto, rinunciando a figure specializzate. Anche per questo - la conclusione dell'analisi - è necessario entrare ancora più in profondità nella relazione con l'impresa».
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