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Esuberi Carife, svolta negativa nelle trattative

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Ferrara, nel documento aziendale ricompare l'obbligo di ricorrere ai licenziamenti in caso di mancate adesioni volontarie all'esodo. Sileoni (Fabi): inaccettabile da Bankitalia, tutte le forze politiche devono ribellarsi

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FERRARA. Svolta negativa nelle trattative sui 400 esuberi Carife. Nel documento presentato questa mattina, 29 dicembre, ai sindacati, è ricomparso l'obbligo a ricorrere alla procedura di licenziamenti collettivi in caso di mancato raggiungimento di un sufficiente numero di esodi volontari. «Vogliamo conoscere, in via ufficiale, le motivazioni per le quali sembrerebbe che Bankitalia, prima azionista della Cariferrara e rappresentata localmente da suoi emissari, abbia scelto quale unica e conclusiva soluzione, nelle trattative in corso per il salvataggio della CariFerrara, l'applicazione della legge 223 sui licenziamenti collettivi o, in alternativa, la messa in liquidazione della stessa azienda - è la risposta di Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi - questo è quello che è stato dichiarato ai rappresentanti sindacali aziendali e nazionali presenti in trattativa in queste ore a
Ferrara».

«In un colpo solo quindi l'istituto di vigilanza metterebbe in mezzo a una strada dipendenti e risparmiatori. Non si può tollerare che, nelle trattative in corso, di fronte all'atteggiamento responsabile dei lavoratori, si risponda puntando loro la pistola alla tempia. Se queste saranno le uniche condizioni presentate dalla CariFerrara - dice Sileoni - non ci sarà nessun tipo di accordo, né ci impensieriscono le giustificazioni e gli alibi sul ruolo della Bce, né tantomeno accetteremo la logica delle scorciatoie sulla pelle dei dipendenti per la successiva acquisizione dell'istituto da parte di un altro gruppo bancario. Vogliamo poi ricordare a tutti - aggiunge - che l'assemblea del personale ha deciso che un eventuale accordo, per essere applicato, dovrà poi passare al vaglio della stessa assemblea dei lavoratori. Se vivessimo in un Paese civile, tutte le forze politiche italiane dovrebbero ribellarsi a un aut aut del genere: o si accettano i licenziamenti o la banca va in risoluzione, dichiarato da chi dovrebbe garantire banca, clienti e lavoratori». La trattativa è comunque ripresa nel pomeriggio

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