Il consigliere Michetti allontanato da casa
Colpisce la moglie e le rompe il naso durante un litigio. «Ho scoperto situazioni incompatibili con un rapporto coniugale»
LIDO ESTENSI. Litiga con la moglie e al culmine del litigio le sferra un pugno, rompendole il naso. È stato arrestato dai carabinieri l’uomo che l’altra sera ha costretto la moglie a farsi curare al pronto soccorso dell’ospedale, per quel colpo. Quell’uomo è Davide Michetti, consigliere comunale dell’Onda e quanto successo non è certo un segreto considerato che tutta Comacchio ne parla. : Michetti è stato ascoltato mercoledì pomeriggio e, in attesa del processo fissato per febbraio, è stata ritenuto di dover applicare il divieto di permanenza nella abitazione coniugale come misura cautelare. «A seguito dell’udienza di convalida - spiega il legale difensore Massimo Bissi - Michetti non potrà tonare nella casa dove abitava assieme a sua moglie fino a febbraio, quando è stata fissata la data del processo. Mi preme precisare che si tratta di una misura cautelare comune in questi casi e che il mio assistito è libero di uscire, di andare a lavorare piuttosto che a fare la spesa». Ed è lo stesso Michetti a inviare una nota: «In relazione a quanto accaduto e riguardo i fatti che hanno comportato l'applicazione nei miei confronti dell'obbligo di non frequentazione dell’abitazione familiare (misura da me accettata di buon grado) mi preme specificare che la lesione purtroppo subita da mia moglie, che mi auguro possa guarire presto, è il frutto di un litigio coniugale intervenuto a seguito della scoperta da parte mia di situazioni incompatibili con la prosecuzione di un rapporto coniugale. Sono naturalmente dispiaciuto dell’accaduto, che tutta via come ho già avuto modo di manifestare in sede processuale non è stato da volontario ma frutto di una colluttazione conseguente al litigio. Sono ulteriormente dispiaciuto del clamore di una vicenda così altamente privata stia suscitando e della pubblicità mediatica che la stessa ha assunto; in questo momento chiedo a tutti il rispetto della privacy, in primo luogo per una bambina di 10 anni che suo malgrado ne risulta coinvolta. Ringrazio comunque della vicinanza e del sostegno che i miei più stretti collaboratori mi hanno rivolto e il rispetto e la delicatezza assunte dalle forze dell'ordine per la delicata questione».
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