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Influenza, a letto un migliaio di ferraresi

Influenza, a letto un migliaio di ferraresi

Di Lascio: attenti agli sbalzi di temperatura. Vaccini, cresce la richiesta. Pronto soccorso: attese super

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Stando alle statistiche raccolte settimana per settimana dal sito del ministero della Sanità, in Emilia Romagna negli ultimi giorni l’influenza ha messo ko da 2 a 5 persone ogni mille abitanti. Per la provincia di Ferrara significa grosso modo da 700 a 1800 persone. Insomma, a battere i denti per la febbre alta, a fare i conti con tosse e vomito, sono in questi giorni un migliaio di ferraresi se le statistiche hanno ben fotografato l’evoluzione dell’epidemia. L’incidenza dei casi è in fase di crescita da circa tre settimane e raggiungerà il picco a 2017 avanzato. In questa stagione la vaccinazione (che sarà ancora possibile effettuare presso i medici di famiglia e i centri abilitati) è particolarmente raccomandata, perché i sintomi della malattia si annunciano più pesanti che in passato. In questo senso si sono mosse, nei mesi scorsi, sia la Regione che l’Asl. E la risposta della popolazione è stata positiva.

Interrompendo un andamento discendente che ha marcato in particolare gli ultimi anni, nella stagione corrente l’Asl, ricorda il direttore del Dipartimento di Sanità pubblica, Giuseppe Cosenza, «ha dovuto aggiungere all’ordine iniziale un ulteriore ordine, lo scorso novembre, che ha aumentato la disponibilità locale del vaccino del 20%».

«Non siamo tornati ai numeri degli anni in cui la vaccinazione era una scelta ben accetta e condivisa dalla quasi totalità delle persone cosiddette a rischio - commenta Cosenza - ma abbiamo iniziato a muoverci in quella direzione ed è un fatto molto positivo». L’arrivo dell’influenza è confermato da vari fattori. Oltre all’aumento statistico dei casi registrati nelle ultime settimane forse l’aspetto più appariscente è legato all’attività di ambulatori e pronto soccorso. «In realtà quest’anno abbiamo iniziato con varie settimane di anticipo a curare sintomi para-influenzali - spiega il medico di famiglia e presidente dell’Ordine locale, Bruno Di Lascio - I principali sono la febbre molto elevata e altre forme di malessere soprattutto a livello dell’apparato gastrointestinale. Certamente hanno avuto e stanno continuando ad avere un loro peso gli sbalzi di temperatura con scarti anche di 11-12° tra minime e massime». Sono settimane di superlavoro anche negli ambulatori delle guardie mediche che, soprattutto nei periodi in cui si concentrano molti festivi e prefestivi, si trovano alle prese con decine di chiamate. Ma soffrono anche i pronto soccorso. Quello del Sant’Anna è sotto pressione da mesi, sia per l’aumento dell’utenza sia per motivi organizzativi. L’altra sera una paziente ha chiamato la “Nuova Ferrara” per dire che a Cona era in attesa da sette ore.(gi.ca.)

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