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il premier gentiloni di fronte ai giudici

La causa allo Stato ultima chance

La causa allo Stato ultima chance

Gli avvocati Maruzzi e Quitadamo: si applichi la direttiva europea

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I processi penali sono finiti da un pezzo: sei processi in quasi 10 anni e quindi, nonostante tanti tentativi (causa anche al Ministero interni per carenze di ordine pubblico quel giorno del febbraio 1999, attorno allo stadio di Bergamo) e nonostante ripetute richieste, nessuno degli imputati condannati, coinvolti nell’agguato contro Michele Allocca, ha pagato un centesimo di euro: danni dovuti, che erano conteggiati dai giudici italiani.

Lo studio legale Maruzzi in questi anni - spiega Michele Allocca - «ha fatto un lavoro enorme per arrivare al risultato penale, riuscendo anche a rovesciare un verdetto di assoluzione in primo grado, di due dei quattro aggressori, in appello, resistendo fino in cassazione, ottenendo le condanne definitive». Ma i risarcimenti provvisionali non sono mai stati ottenuti. E allora chi pagherà ad Allocca quella vita a metà che sta vivendo da 17 anni? Quella qualità della vita menomata, i danni materiali, biologico-esistenziali, e tanto tanto altro? Lui come tante vittime in Italia, vittima due volte: e si pensi, solo per fare un esempio ai femminicidi e a chi è rimasto dietro queste tragedie, figli e famiglie. Per questo motivo lo studio Maruzzi ha fatto scattare la procedura per la richiesta di indennizzo previsto dalla Unione europea per le vittime di reati violenti. Nel caso in cui le vittime non siano state risarcite dai diretti responsabili (condannati in via definitiva), è possibile un ricorso alla presidenza del consiglio per la mancata attivazione della direttiva europea (vedi scheda in alto). La causa Allocca contro lo Stato è in corso da questa estate: l’avvocato Maruzzi e l’altro legale che si occupa della vicenda, Silvia Quitadamo, hanno già depositato le proprie richieste e già in agosto la Presidenza del consiglio (epoca Matteo Renzi) ha risposto che la richiesta di indennizzo non è accoglibile. Perché la direttiva non applicabile in questo caso, sostenendo che i fatti sono antecedenti il 30 giugno 2005, quando la direttiva era stata adottata anche in Italia. Allocca e i legali hanno già controreplicato, depositando copiosa documentazione con i precedenti per cui lo Stato è già stato condannato all’indennizzo per fatti pre-2005. La causa attivata prima contro l’ex premier Renzi, ora dovrà esser assorbita dalla nuova presidenza di Paolo Gentiloni. «Si tratta - spiega l’avvocato Maruzzi - di una causa con l’obiettivo di ottenere un risarcimento dallo Stato, visto che altre strade percorse si sono dimostrate infruttuose». «La direttiva europea - continua - è fondamentale per affermare un principio di diritto che in Europa vige da tempo: evitare che le vittime di reati violenti siano vittime due volte». Vittime che non riescono a trovare risposte dai giudici che pur hanno condannato chi ha reso cieco da un occhio Allocca. «Ora - chiude il legale - siamo in attesa della risposta della presidenza del consiglio, poi valuteremo di conseguenza se depositare l’atto di citazione contro lo Stato».

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