Nessuna chiusura per il museo dell’emigrazione
RENAZZO. «Per il Museo dell'Emigrazione di Renazzo, nessuna chiusura in vista. Solo una sistemazione più adeguata. La prima ipotesi è nella delegazione comunale di Renazzo”. E' la decisione presa...
RENAZZO. «Per il Museo dell'Emigrazione di Renazzo, nessuna chiusura in vista. Solo una sistemazione più adeguata. La prima ipotesi è nella delegazione comunale di Renazzo”. E' la decisione presa dalla giunta Toselli, per dare al Centro studi e ricerca sull'emigrazione dal territorio di Renazzo una “sede adeguata che possa possa conciliare le necessità di approfondimento storico culturale su un tema tanto sentito per il territorio e le imprescindibili esigenze di razionalizzazione dei costi». Una decisione, riferiscono il vicesindaco Simone Maccaferri e l'assessore alle attività museali Mariacristina Barbieri, che si basa su due aspetti: «Il museo è rimasto aperto al pubblico qualche giornata in occasione dell’inaugurazione, due anni fa, ed è stato poi aperto con funzione limitata, ovvero su richiesta per un numero sporadico di volte. La struttura è ospitata in un edificio in affitto, e l’importo annuale di locazione, 10.617 euro, e le spese per le utenze, 1.731 euro per l’energia elettrica, 2.600 euro per il gas e 119 euro per l’acqua, portano i costi a 15mila euro annui». Da qui, la giunta ha dunque pensato a un recesso anticipato dei locali: «Il trasferimento è previsto entro giugno 2017. Ci sarà dunque ampio margine per confrontarsi circa la nuova collocazione del Centro studi e ricerca. La prima proposta è di uno spostamento nella sede della delegazione, dove il materiale possa essere adeguatamente tutelato e la fruizione facilitata». Garantita poi da Maccaferri e dalla Barbieri, l'intenzione di proseguire, in linea con quanto svolto dall'assessorato alla cultura della precedente amministrazione, «l'attività di ricerca e progettazione attraverso la conservazione e valorizzazione di quanto a custodito a Renazzo, e la continuità con l’Archivio storico comunale, dove sono preservati gli originali delle riproduzioni renazzesi, i registri dell’emigrazione e la digitalizzazione degli archivi anagrafici, punti di riferimento per chi voglia condurre approfondimenti e ricerche di natura genealogica».
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