Esuberi Carife, firmato l'accordo
Si parla di un numero di dipendenti oscillante tra 300 e 350
E' stato firmato alle 15.30 di oggi 31 dicembre l’accordo sindacale sugli esuberi Carife, dopo una notte e la mattinata trascorse in trattativa. Il testo dell’accordo, che andrà sottoposto all’approvazione dell’assemblea dei dipendenti il 3 o il 4 gennaio 2017, non è ancora stato diffuso, ma si parla di un numero di dipendenti in esubero oscillante tra 300 e 350, da gestire con esodi incentivati volontari e prepensionamenti, quindi senza ricorso alla legge 223 sui licenziamenti collettivi.
"E' un risultato importante, dopo una trattativa molto dura e lunga – è il commento di Mariateresa Ruzza, segretaria nazionale Uilca – che mira a dare un po’ di tempo e risorse per trovarsi una nuova occupazione a chi lascerà l’azienda, a restituire un futuro in un altro gruppo bancario nazionale a chi resterà e garantire alla città la presenza di una banca". Sono 94 i dipendenti che potranno accedere al Fondo esuberi, andando in prepensionamento con uno scivolo di cinque anni. Si partirà quindi con gli incentivi all’esodo, circa tre anni di stipendio, con possibilità di scegliere anche la strada del fondo emergenziale che garantisce due anni di contributi.
“Se non saranno sufficienti a raggiungere il numero auspicato di uscite, allora si ricorrerà allo scivolo di sette anni per la pensione, che riguarderebbe una quarantina di persone” dice Ruzza. L’accordo è stato firmato da tutte le sigle presenti al tavolo, cioè Cgil credito, First, Fabi, Uilca e Ugl credito, e dall’amministratore delegato di Nuova Carife, Giovanni Capitanio. L’accordo è funzionale alla vendita a Bper: c’è un punto interrogativo relativo alla richiesta Ue di interpellare di nuovo i soggetti che avevano manifestato interesse per le quattro banche, viste le condizioni ottenute da Ubi per l’acquisto di Etruria, Chieti e Marche, ma è difficile che l’imposizione possa rimettere in discussione anche la partita Carife.
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