Prima l’incidente poi la fuga Crescono i pirati della strada
Solo nel Ferrarese due episodi di omissione di soccorso in una sola settimana L’assessore regionale: dati allarmanti. Biserni (Asaps): leggi più severe
Nell’ultima settimana sono stati due i casi di pirateria stradale nel territorio provinciale, l’uno nel Centese e l’altro avvenuto a Comacchio. Gli investitori sono fuggiti senza prestare soccorso ai feriti, e sono stati poi identificati e denunciati dalle forze dell’ordine. «Quelli sulla pirateria stradale sono dati allarmanti e da prendere seriamente in considerazione. Questi episodi oltre a riempire sempre più spesso le cronache, impegnano molte energie delle forze dell’ordine, costrette a lavorare sempre più intensamente per assicurare i colpevoli alla giustizia», dichiara l’Assessore Regionale alla mobilità e sicurezza stradale Raffaele Donini, raggiunto al telefono. «Da anni si cerca di lavorare attraverso una politica attiva sulle migliorie da realizzare sulle strade della regione, ad esempio creando rotatorie al posto di incroci semaforizzati, elevando le alzate dei marciapiedi e anche cambiando il raggio di curve pericolose», prosegue Donini. «La Regione ha investito sulla sicurezza stradale circa trenta milioni di euro nel 2016 e spera che giungano altrettante risorse dal Governo anche nel 2017». Un altro fronte su cui si lavora è quello culturale. «Si cerca di comunicare molto con i giovani, insegnando ai motociclisti l’uso corretto del casco e cercando di incentivarne l’utilizzo anche ai ciclisti, soprattutto se bambini, facendo opera di persuasione».
L’assessore Donini ha infine lanciato una sfida per i prossimi tre anni, ovvero quella di lanciare una campagna specifica sulla distrazione al volante (esempio l’uso degli smartphone anche per la consultazione dei social network durante la guida), oggi causa di circa il 30 per cento dell’incidentalità stradale.
Molto preciso sui dati di pirateria stradale il Presidente dell’Asaps Giordano Biserni, il quale ha contato attraverso l’osservatorio gestito dalla stessa Associazione ben 94 episodi significativi (con feriti o decessi) sulle strade regionali nei primi dieci mesi del 2016. «Il pirata che si dà alla fuga dopo avere ucciso - spiega Biserni - risponderà di una pena che va da 8 a 12 anni se risulterà ubriaco o drogato, pena che si estende fino a 18 anni in caso di morte di più persone oppure con una persona deceduta e lesioni ad altri coinvolti. In caso di altre violazioni gravi elencate nella Legge 41 entrata in vigore il 25 marzo la pena va da 5 a 10 anni. Ma l’aspetto più significativo per il pirata è che la revoca della patente in alcuni casi può arrivare fino a 30 anni. Le cause più comuni che determinano la fuga dopo avere causato un incidente sono la consapevolezza di essere alla guida sotto l’effetto di alcol o stupefacenti, la paura di perdere la patente oppure da parte di cittadini stranieri il timore di vedere revocato il permesso di soggiorno o di non ottenerlo», conclude il presidente dell’Asaps.
Nei primi dieci mesi dell’anno in Italia, secondo i dati dell’Osservatorio Asaps, c’è stato un incremento del 12,2 per cento di casi di pirateria stradale, un aumento dei feriti del 16,6 per cento, e una diminuzione del 18,6 per cento dei decessi.
Stefano Balboni
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