L’azienda: forte responsabilità di tutte le parti al tavolo
Sono usciti con l’ipotesi di accordo da 36 ore praticamente ininterrotte di trattative, sindacalisti e rappresentanti aziendali, e nelle loro valutazioni s’intravede il sollievo per aver portato a...
Sono usciti con l’ipotesi di accordo da 36 ore praticamente ininterrotte di trattative, sindacalisti e rappresentanti aziendali, e nelle loro valutazioni s’intravede il sollievo per aver portato a conclusione una vertenza così complessa, oltre che la rivendicazione di aver evitato la liquidazione della banca. «Le conseguenze per lavoratori e territorio non è necessario descriverle, devastanti mi sembra il termine più appropriato» è la definizione che Paolo Pallara, segretario Fisac Cgil, usa per definire lo scenario da mancato accordo. La strada è tuttora «in salita, occorre molto fiato. Ci aspetta l’assemblea e il raggiungimento degli obiettivi dettati dall’accordo» ma Pallara intanto rivendica il ruolo della sua sigla, «come spesso accade in molte trattative, è assolutamente determinante per il buon esito della trattativa». «Fino all’ultimo - sottolinea Attilio Granelli, segretario nazionale Fabi - abbiamo contrastato la posizione dell’azienda, che era determinata a licenziare, e abbiamo ottenuto una positiva riduzione degli esuberi, dagli iniziali 400 agli attuali 350. In una situazione di grande difficoltà, al termine di una difficilissima trattativa, siamo riusciti a garantire concrete tutele ai lavoratori evitando l’applicazione della legge sui licenziamenti collettivi e salvaguardando la volontarietà delle uscite».
Questa operazione, ha ribadito Maria Teresa Ruzza, segretario nazionale Uilca, «è finalizzata ad evitare a Carife fasi ancora più traumatiche di quelle vissute fino ad oggi, auspicando che ciò conduca ad una rapida manifestazione d’interesse da parte di un soggetto terzo che consenta alla banca ferrarese di continuare l’attività nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori, dei clienti e del territorio».
Non nasconde la «profonda amarezza per l’epilogo di una storia di cui i responsabili non sono stati ancora perseguiti, mentre i lavoratori sono l’unico soggetto cui è stato presentato il conto del disastro compiuto da altri» il segretario nazionale First Cisl, Giulio Romani. Esprime «soddisfazione» per aver evitato il fallimento Alessandro Spaggiari, il nazionale First al tavolo ferrarese, con l’aggiunta della prudenza dovuta ai possibili scenari.
Asciutto il comunicato aziendale: «L'obiettivo dell'accordo, raggiunto grazie al forte senso di responsabilità dimostrato da tutte le parti al tavolo della trattativa, è quello di facilitare il consolidamento dell'interesse per la Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara da parte di un soggetto terzo. Un nuovo partner che consenta la continuità delle attività della banca e il suo rilancio sul territorio a favore dei dipendenti e di tutta la clientela».
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