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Forestale sotto l’Arma: cambi in laguna e al bosco

Forestale sotto l’Arma: cambi in laguna e al bosco

Gli uffici di Comacchio restano aperti come “stazione carabinieri forestali” Attivo anche il posto fisso di Mesola. Gli uomini inquadrati come militari

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Ha chiuso i battenti il Corpo forestale dello Stato, la quinta tra le forze di polizia italiane, dopo l’Arma dei carabinieri, la Polizia di Stato, la Guardia di finanza e la Polizia penitenziaria. Dal 1° gennaio è entrato in vigore il Decreto legislativo 177/2016 “Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di Polizia ed assorbimento del Corpo Forestale dello Stato”, che ha comportato lo scioglimento dello storico Corpo dei forestali, istituito nel 1822 con il passaggio di tutti i suoi uomini nell’organico dell’Arma dei carabinieri. Nella provincia di Ferrara sono interessati dagli effetti del decreto il Comando provinciale, le stazioni ed il Posto Fisso di Bosco Mesola. «Continueremo a svolgere le nostre attività come abbiamo sempre fatto, a tutela del patrimonio naturale e paesaggistico, - dichiara il vice questore aggiunto Ernesto De Rosa, che da comandante provinciale del Corpo forestale dello Stato è divenuto ora comandante del gruppo carabinieri forestali di Ferrara - nella prevenzione e nella repressione dei reati in materia ambientale ed agroalimentare. Ora cambia la catena di comando e la nostra sede si è trasformata nell’Unità comando, quale specialità all’interno dell’Arma dei carabinieri». Attualmente sono in corso i cambiamenti delle insegne, ma anche la carta intestata, i timbri, le caselle di posta elettronica e tutto l’apparato burocratico-amministrativo dovranno essere adeguati alla normativa appena entrata in vigore.

Tra le novità del decreto, la riconversione dei forestali da civili a militari. A Comacchio in via Mazzini, a pochi passi dagli uffici dell’Ente di gestione per i Parchi e le biodiversità Delta del Po è dunque operativa la stazione carabinieri forestali, coordinata dal vice ispettore Giovanni Stravaganti (inquadrato con il grado di maresciallo) mentre nel Boscone della Mesola, resterà attivo il posto fisso, coordinato dal vice ispettore, ora maresciallo Michele Ravaglioli.

«Era attesa una razionalizzazione delle forze di Polizia – aggiunge il comandante dell’Unità Comando per la tutela forestale, ambientale ed agroalimentare del Ferrara, Ernesto De Rosa -; ne sono felice. A livello operativo sarebbe stato deleterio se si fosse interrotto il presidio forestale, in materia di repressione dei reati di natura ambientale e difatti ciò non si verificherà. Stando all’interno di una struttura così blasonata, quale è l’Arma dei carabinieri, non avremo che da beneficiarne».

Le competenze legate alle funzioni militare fanno capo al ministero della Difesa, quelle di ordine pubblico al ministero dell’Interno, mentre la dipendenza funzionale della nuova specialità dei carabinieri forestali permane in capo al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Anche le uniformi dovranno essere cambiate.

Il passaggio interessa oltre 7.500 forestali italiani, ai quali competerà in forma esclusiva la tutela dei 20 parchi nazionali e delle 130 aree protette presenti sul suolo italiano. Dal primo gennaio sono confluiti nella nuova struttura anche due reparti specializzati dell’Arma, il Comando carabinieri per la tutela ambientale (ex- Noe) ed il Comando carabinieri politiche agricole ed alimentari, che facevano parte del Comando della divisione Unità specializzate.

Katia Romagnoli

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