L’università ferrarese ha voti migliori anche della Sapienza
L’ateneo cittadino è 14° nella graduatoria del Sole 24 Ore Il rettore Zauli: «Siamo attrattivi, ma si può migliorare»
Qualità degli studi universitari: Ferrara batte La Sapienza di Roma. Il Sole 24 Ore (inserto Università) pone l’ateneo di Ferrara al 14º posto nella classifica delle migliori università italiane. Una classifica che tiene conto soprattutto di 2 indicatori: la qualità della didattica e la ricerca. Che la facoltà ferrarese fosse tra le prime quanto a qualità dell’offerta formativa era cosa nota. Ma vedere l’ateneo di Ferrara (rettore il professore Giorgio Zauli) precedere in questa speciale graduatoria “nomi” come l’università di Pisa, La Sapienza di Roma (che si colloca al 28º posto), Tor Vergata di Roma o, addirittura, un ateneo antico pieno di patine e blasoni come quello di Camerino (fondato nel 1336), è motivo di grande soddisfazione per l’intera città. Una città universitaria riversa in quel tessuto sociale intelligenze e conoscenze. Chi vede in Ferrara, secondo altri indicatori, una bella addormentata può iniziare a riflettere, perché così non è, almeno sotto il profilo dell’istruzione, in particolare quella universitario. Chi si laurea a Ferrara esce da un ateneo che ha un nome, con le ben comprensibili e positive ricadute sul mondo del lavoro.
Gli indici che danno il risultato finale sono 12: attrattività, sostenibilità, stage, mobilità internazionale, borse di studio, dispersione, efficacia, voto degli studenti, occupazione, qualità della produzione scientifica, ricerca e dottorati.
Come sempre, e come ben sottolinea il Sole, «gli indicatori sono divisi in 2 grandi ambiti. I primi 9 misurano il polso alle attività di didattica dei singoli atenei, dalla solidità della struttura dei docenti alla capacità di garantire puntualità negli studi, collegamenti internazionali ed esperienze lavorative durante il corso di laurea. Gli ultimi 3 misurano invece i risultati della ricerca, in 3 macro-ambiti esaminati dall’Agenzia nazionale di valutazione: la qualità della produzione scientifica, quella dei dottorati e la capacità dei dipartimenti di ottenere finanziamenti esterni per i loro progetti. Insomma, Ferrara eccelle, ancora una volta, quando si tratta di cultura.
«Sono dati molto lusinghieri - ha commentato ieri il rettore professore Giorgio Zauli - , risultati certo frutto anche di un lavoro trascorso. In particolare trovo di grande importanza il quarto posto che il Sole assegna alla nostra università quanto ad attrattività. L’Università di Ferrara si è fatta un nome? Sicuramente sì - prosegue il rettore - e questo soprattutto grazie alla qualità della produzione scientifica e dei dottorati di ricerca». Note dolenti? «Ci sono anche quelle - conclude il professore Zauli - , come il gradimento degli studenti che non ci pone in posizione di particolare prestigio. Ma, forse, siamo anche noi che potremmo migliorare nel proporre la nostra offerta».
L’università ha una lunga storia. La sua fondazione fu autorizzata da Papa Bonifacio IX il 4 marzo 1391, su richiesta dell'allora marchese Alberto V d'Este durante un suo viaggio a Roma. L'università all'inizio era costituita da 3 corsi, ovvero arte, teologia e giurisprudenza, oltre che dalla presenza di rinomati docenti come Bartolomeo da Saliceto e Guarino Guarini che ebbe tra i suoi studenti il futuro Papa Pio II. Durante il periodo rinascimentale l'università poté godere del prestigio culturale e artistico che contraddistinse la Ferrara di quel tempo. Tra gli studenti di rilievo spiccano i nomi di Niccolò Copernico, che si laureò in "diritto canonico" il 31 maggio 1503, e di Paracelso, che si laureò in medicina nel 1516. Nel Seicento, al passaggio della città allo Stato Pontificio avvenuto nel 1598, l'università da grande centro intellettuale fu trasformata in ateneo di periferia. Si ebbe una ripresa nel 1797 quando, dopo avere giocato un ruolo attivo nella Repubblica Cispadana, venne istituita, il 27 marzo, la prima cattedra di diritto costituzionale in Europa diretta da Giuseppe Compagnoni. Passando attraverso decenni, l’arrivo ai giorni nostri: la creazione delle facoltà di lettere e filosofia, architettura, ingegneria ed economia, l'ultima delle quali istituita nel 1996. Dall'anno accademico 2013-2014 le facoltà universitarie sono state soppresse, sostituite quindi dai nuovi 12 dipartimenti.
Negli ultimi anni l'Università di Ferrara ha stretto rapporti con l'Università di Modena e Reggio Emilia, attraverso le due lauree magistrali inter-ateneo in filosofia e in quaternario, preistoria e archeologia.
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