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Terre del Reno al debutto con gli scatoloni

di Samuele Govoni
Terre del Reno al debutto con gli scatoloni

Mirabello e Sant’Agostino si dividono gli uffici municipali. Trasloco in corso, piena apertura al pubblico da lunedì

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 I Comuni di Sant’Agostino e Mirabello non esistono più perché da ieri, ufficialmente, è nato il Comune delle Terre del Reno, derivato dalla fusione dei due. Ora il maxi Comune da oltre 10mila abitanti occupa un ruolo importante nell’Alto Ferrarese e in tutto il territorio provinciale. I dipendenti comunali, 75 in totale di cui sessanta con contratto a tempo indeterminato e quindici a tempo determinato, sono alle prese con il trasloco. In entrambi i palazzi municipali, che al momento resteranno sedi di uffici comunali, ci sono scatole e scatoloni ovunque. I dipendenti pubblici fanno i bagagli e si preparano a spostarsi da una sede all’altra, un cambiamento che, anche se si tratta di pochi chilometri costa perché «ora molte cose cambieranno». «Alcuni di noi - spiegano - sono abituati a lavorare gomito a gomito da diversi anni e separarsi significa un po’ ricominciare e poi, in un Comune piccolo come quello di Mirabello eravamo abituati ad avere un contatto diretto con l’amministrazione e ora che le dimensioni del territorio si ampliano, forse, le cose cambieranno».

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Non c’è malumore tra la gente, più che altro curiosità, voglia di sapere come funzionerà questo nuovo ente. Adriana Sabato, commissario straordinario, da mesi alla guida di questo progetto, è sommersa dalle carte. «Siamo contenti perché da oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo un unico sistema informatico e questo significa poter lavorare in maniera migliore, più efficace e - spiega- se qualcuno deve fare un certificato anagrafico, è già possibile rilasciarlo come Terre del Reno. Non è stato facile, c’è stato molto da correre e tanto è ancora da fare ma sono fiduciosa: credo che la fusione sia stata davvero la scelta giusta». Una prima lettura superficiale si potrebbe limitare allo spostamento di alcuni uffici e al conseguente disagio che ad alcuni cittadini questo potrebbe provocare ma basta scendere un po’ più a fondo per scoprire i vantaggi del procedimento. «Ogni anno per 10 anni lo Stato erogherà un contributo straordinario di otre 900mila euro e questo significa oltre 9 milioni di euro nel corso del decennio. In più - prosegue la Sabato - dalla fusione e per 15 anni la Regione darà al nuovo Comune 180mila euro di fondi annui quindi stiamo parlando di più di 2 milioni e mezzo di euro». Insomma una “pioggia di fondi” a beneficio dello sviluppo del territorio. «A Sant’Agostino stiamo approvando il progetto esecutivo per la creazione del nuovo Comune che dovrebbe sorgenre all’interno delle ex scuole medie. Stiamo parlando - chiude il commissario - di uno spazio di circa 1000 metri quadri e forse, quando sarà pronto, tutti gli uffici avranno un’unica sede ma fino a quel momento saranno suddivisi».

Infine, per cercare di andare in contro il più possibile anche ai residenti che non sono automuniti, è stata istituita una navetta che collegherà i due territori e che darà così la possibilità a santagostinesi e mirabellesi di recarsi senza troppe difficoltà nei diversi uffici.

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