"Così abbiamo salvato l'anziana nella casa che bruciava"
Tragedia sfiorata a Codrea, il soccorritore: «Ho dovuto sfondare la recinzione per entrare, poi l’ho portata fuori». La donna, ultraottantenne, è rimasta incolume
FERRARA. Ha rischiato di morire soffocata dal fumo, quasi inconsapevole che la sua casa stava andando a fuoco. Iolanda Veronesi, una signora ultraottantenne che abita sola in una grande abitazione in via Tambellina 111, a Codrea, deve la vita ai vicini di casa.
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Loro ieri pomeriggio, verso le 17.30, hanno notato una lunga colonna di fumo nero provenire dalla casa e non si sono limitati a dare l’allarme chiamando i vigili del fuoco, ma sono intervenuti per mettere in salvo la signora.
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Si chiamano Massimiliano Martini e Radu Benderschi i due vicini di casa che si sono trasformati in angeli custodi. Marini, che abita al civico 13/b di via Tambellina e lavora in un supermercato, è stato il primo a intervenire: «Ho cominciato a sentire odore di bruciato, poi mia moglie tornando a casa ha visto la colonna di fumo nero e mi ha avvisato - racconta - Siamo usciti per vedere cosa fosse successo e abbiamo visto che il fumo proveniva dalla casa».
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L’abitazione è circondata da una fitta vegetazione, che la rende quasi invisibile dall’esterno. «Abbiamo chiamato subito i vigili del fuoco - continua Martini - e intanto abbiamo cercato un accesso, senza riuscire a trovarlo». È stato in quel momento che è arrivato Radu Benderschi, un giovane moldavo di 33 anni, impiegato in una ditta di trasporto medicinali urgenti, trasferito a Codrea da appena una settimana con la sua famiglia dopo aver vissuto diversi anni a Comacchio. «Pensavo che quella fosse una casa disabitata, poi mi hanno detto che invece ci vive una signora molto anziana che non esce mai. Dalle finestre del piano di sopra si vedevano le fiamme, allora ho sfondato la recinzione e sono arrivato alla porta».
Ha dovuto bussare a lungo, Radu, prima che la signora si decidesse ad aprire. «Aveva tanti vestiti addosso e una pila, perché in casa non c’era la luce. Le ho detto di uscire subito, perché la casa stava andando a fuoco, ma lei mi ha risposto che andava tutto bene, che c’era un materasso che stava bruciando in camera da letto e che doveva spegnerlo. Intanto stava cucinando su un fornelletto. Ho subito spento il gas, mentre la signora mi tirava per una manica per portarmi di sopra, a spegnere il fuoco. Ho fatto qualche passo, poi ho sentito il crepitìo del fuoco e il rumore di crolli, e ho detto alla signora che non potevamo rimanere lì. Lei non voleva saperne di lasciare la sua casa, ho dovuto faticare per portarla fuori. Ho fatto quello che dovevo fare». Confusa, spaventata ma incolume, la signora è stata poi portata all’ospedale di Cona, dove non è stata riscontrata alcuna intossicazione da fumo.
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Nel frattempo erano arrivati i mezzi dei vigili del fuoco di Ferrara, con le autopompe, che hanno lavorato per quasi tre ore, fino alle 20.30, per spegnere l’incendio, oltre alla polizia di Stato e una pattuglia dei carabinieri per i rilievi.
Secondo una prima ricostruzione, l’incendio si è sviluppato dalla camera da letto, probabilmente dal materasso, ma sulle cause si stanno ancora compiendo accertamenti: potrebbe essere stato un cortocircuito, oppure le fiamme potrebbero essere scaturite da uno “scaldino” per il letto.
E mentre si risolveva un’emergenza, se ne apriva un’altra. Non è stato facile, per inquirenti e soccorritori, rintracciare i parenti dell’anziana, rimasta senza la casa in cui viveva in solitudine: nel tardo pomeriggio sono stati infine contattati un fratello e un nipote che abitano a Ponte Rodoni.
Alessandra Mura
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