L’influenza ci ha spiazzato giocando d’anticipo
Il virus ha cominciato a circolare già durante l’ultima metà del mese di dicembre Cova (Asl): i bimbi tra i più colpiti, perché vaccinati solo se hanno altre patologie
Siamo nel cuore dell’inverno e l’influenza ha già costretto da un paio di settimane molti ferraresi a letto. Ancora non si può parlare di epidemia, ma il virus influenzale ha già iniziato a circolare, leggermente in anticipo. A confermarlo è la dottoressa Marisa Cova, del Dipartimento Sanità Pubblica, responsabile della profilassi delle malattie trasmissibili. «L’influenza è stata più precoce rispetto all’anno scorso, quando era comparsa attorno alla prima, seconda settimana di gennaio. Quest’anno i primi casi si sono avuti nelle ultime due settimane di dicembre. Per quanto riguarda i dati, sono della fine 2016, e confermano che le regioni più colpite sono Marche e Emilia Romagna». La virologia e l’epidemiologia dell’influenza sono monitorate da Influnet, il sistema di sorveglianza epidemiologica e virologia dell’influenza, coordinata dal Ministero della salute. Lo scopo è quello di stimare l’incidenza settimanale dell’influenza, la durata e l’intensità. Attualmente la fascia d’età più colpita è quella infantile, in quanto i bambini non vengono vaccinati se non in presenza di particolari patologie. «Si registrano 43 casi ogni 1000 assistiti di età tra 0 e 5 anni, e 4,16 casi ogni 1000 assistiti negli ultra65enni», spiega Marisa Cova, che chiarisce: «i bambini hanno tra loro frequenti occasioni di contatto, per cui è più facile che contraggano l’influenza. Al contrario, la fascia meno colpita è quella degli adulti e degli ultra65enni, perché si vaccinano». Il ceppo virale che sta colpendo attualmente è l’AH3N2, fa sapere Cova. L’epidemia vera e propria non è ancora arrivata, anche se, secondo la dottoressa, «ci si aspetta che arrivi prima dello scorso anno, quando il picco influenzale si è avuto verso la metà di febbraio. Quest’anno, dato che il virus ha iniziato a circolare prima dello scorso anno, anche l’epidemia verosimilmente sarà anticipata». Chi ancora non si è vaccinato, è in tempo a farlo? «Noi consigliamo il vaccino sempre. Ne abbiamo ancora delle dosi, per cui è ancora possibile. Anche se l’efficacia di un vaccino fatto ora è diversa rispetto a una vaccinazione fatta in novembre, quando ancora il virus non era in circolo e così si è potuto sviluppare una protezione efficace». È possibile vaccinarsi anche se si ha qualche sintomo da raffreddamento, mentre non è da fare in caso di febbre superiore ai 38 gradi. «In quel caso il paziente non deve neanche uscire. Chi è malato non deve andare in luoghi affollati o strutture sanitarie dove ci sono altri pazienti, ma limitarsi a chiamare il medico». Ulteriore raccomandazioni: non usare antibiotici se non ci sono complicazioni e mai cure fai da te. Bere molto, coprirsi il naso quando si starnutisce, usare fazzoletti di carta da buttare in contenitori chiusi, lavarsi spesso le mani, soprattutto dopo che si è starnutito o tossito.
Veronica Capucci
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