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antiparassitari: agrinsieme chiede un permesso speciale al ministero

«Senza dicloropropene impossibile tutelare le colture»

«Senza dicloropropene impossibile tutelare le colture»

Un’autorizzazione eccezionale per poter impiegare il Dicloropropene, un potente antiparassitario non più utilizzabile a seguito di una direttiva europea sulla revisione dei prodotti fitosanitari. A...

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Un’autorizzazione eccezionale per poter impiegare il Dicloropropene, un potente antiparassitario non più utilizzabile a seguito di una direttiva europea sulla revisione dei prodotti fitosanitari. A chiedere il “permesso speciale” al Ministero è Agrinsieme, il coordinamento nazionale tra Confagricoltura, Cia, Copagri. La sostanza attiva 1,3 Dicloropropene viene usata per la lotta contro i nematodi (ossia parassiti a forma di piccoli vermi, che infestano le radici delle colture compromettendone la produzione) su diverse tipologie di orticole. «L'utilizzo dell'1,3-D risulta essere ancora indispensabile per una serie di colture molto importanti per il territorio ferrarese - afferma il coordinatore di Agrinsieme Ferrara Pier Carlo Scaramagli - dal momento che tutte le tecniche agronomiche che possono prevenire l'infestazione, trovano una limitata applicazione per motivazioni strutturali, economiche o semplicemente pratiche, non riuscendo a tenere sotto controllo la carica nematica nel terreno. Per questo motivo abbiamo segnalato alle Organizzazioni nazionali che compongono il coordinamento, la necessità di richiedere per il 2017 l'autorizzazione eccezionale all'utilizzo dei prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva 1,3-D, per un periodo massimo di 120 giorni per colture quali melone, anguria, patata, fragola, carota, pomodoro, barbabietola da seme, radicchio, zucchino, melanzana, insalate, fiori. A livello provinciale le superfici complessivamente adibite alle colture sopra citate ammontano ad oltre 12.000 ettari. La deroga è resa necessaria a causa dell'elevata carica di nematodi nel terreno, che determinano una riduzione delle potenzialità produttive, sia in termini qualitativi che quantitativi. Le perdite economiche derivanti dalla impossibilità di effettuare trattamenti con l'1,3D sono ingenti».

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