Sì o no agli esuberi-lampo Dipendenti Carife al bivio
Alle 15 l’assemblea della verità: non è possibile il voto segreto, tante le incognite «Ci chiedono di decidere al buio». Anche la scadenza del 19 gennaio è intoccabile
Comincia alle 15 a Fiera Ferrara e nessuno azzarda previsioni nè sulla durata nè sul finale, l’assemblea dei dipendenti della Cassa di Risparmio di Ferrara. «Sarà una decisione storica per il mondo del credito a livello nazionale» si sono limitati a sottolineare i rappresentanti dei lavoratori al termine della lunga riunione tecnica di preparazione all’assemblea. Ci sarà da votare sì o no all’ipotesi di accordo messa a punto con l’azienda nella “maratona” di San Silvestro, che impone almeno 300 esuberi volontari e risparmi di altro genere (part time, in sostanza) per salire all’equivalente di 350 stipendi in meno, oltre a una serie di altri tagli come l’integrativo e la chiusura della sede di Napoli. È stata accantonata l’ipotesi di voto segreto per ragioni tecniche: difficile far votare nell’urna 700-750 persone in poco tempo. I sindacalisti hanno preparato una serie di risposte nel merito alle domande che i dipendenti hanno già fatto pervenire loro, ma è chiaro che la disponibilità dell’ufficio personale a calcolare per ognuno a quanto ammonta in euro l’incentivo previsto dal piano B (esodo con 48 mensilità) e piano C (licenziamento “volontario” con 41 mensilità), oppure dell’Inps a fornire in pochi giorni la documentazione chiesta dall’azienda per i prepensionamenti, non dipende da loro.
«Ci chiedono di fare un salto nel buio» è il commento che si raccoglie tra i dipendenti, tra l’altro decidendo entro il 19 gennaio. Il pacchetto, però, non sembra modificabile, nemmeno nella strettissima tempistica, che sarebbe dettata addirittura dalla solita Bce. Sullo sfondo ci sono le ambasce di categorie specifiche, come i 40 dipendenti ex Commercio e Finanza, che si ritroveranno dal giorno dopo l’eventuale sì all’accordo a doversi trasferire a Ferrara, e che forse saranno tra i più disponibili a raccogliere gli incentivi all’esodo; oppure i dirigenti, ai quali vengono concessi 12 mensilità con un tetto massimo di 100mila euro, ma non sanno se si tratta o meno di cifre al netto del loro, considerevole, ad personam.
I sindacati chiariranno comunque che si tratta dell’unica possibilità di salvare più della metà dei posti di lavoro Carife. A meno d’intervento dell’ultima ora del governo, o di offerte di un acquirente diverso da Bper, che però non sono all’orizzonte. (s.c.)
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