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Villa Mensa è di Copparo No al passaggio all’Unione

Bocciata l’interpellanza della Lista Il Borgo per il cambio di proprietà della delizia Rossi: «Abbiamo già due progetti per il rilancio e la ristrutturazione»

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COPPARO. L’ultima risposta da presidente dell’Unione di Nicola Rossi ad una interpellanza in consiglio è andata a Gabriele Pavani, della Lista Il Borgo di Ro. Pavani ha proposto di acquisire all’Unione la metà della proprietà di Villa Mensa facente capo al Comune di Copparo e di ottenere dalla Provincia l’altra metà, per proporre progetti nell’ambito del programma di “Ducato estense”. Rossi ha ribattuto che Villa Mensa è nel Comune di Copparo, e solo per il fatto che confina con Formignana non diventa dell’Unione, o sarebbe necessario intervenire come Unione su tutte le situazioni simili, a partire da palazzo Pio.

Rossi ha chiarito che il Comune di Copparo ha già in comodato d’uso gratuito la metà che fa capo alla Provincia, spiegando come siano stati presentati due progetti per il rilancio e ristrutturazione della struttura, che non è una Delizia estense anche se alle delizie è assimilabile. Recentemente è stato approvato in sede centrale il progetto per un finanziamento da un milione e 450mila euro e non quello complessivo da oltre sette milioni, presentato insieme a quello poi approvato. Il problema è che se cambia proprietario i soldi già assegnati (il bando è chiuso) vanno restituiti. In pratica, Rossi ha risposto che sarebbe un impegno economico troppo rilevante per l’Unione (ricordiamo che non ha realizzato la patrimonializzazione della sede, ed era meno impegnativo di questa situazione), oltre che non praticabile in quanto la struttura è legata al Comune di Copparo anche da progettualità non trasferibili. Pavani, invece di esprimere soddisfazione o insoddisfazione come da regolamento, ha in pratica proposto un altro intervento, nel quale ha stigmatizzato la scarsa volontà di fusione e criticato le posizioni prese dal Comune in merito all’Unione ed altro.

Rossi ha spiegato la situazione finanziaria, facendo notare che il progetto «non è un progetto di Auser, come dice Pavani, bensì una proposta importante preparata dall’amministrazione». Poi, ha sottolineato che «se si deve parlare, almeno si dicano cose esatte e non si riportino chiacchiere». E, magari, secondo Rossi, se devono esporre determinate illazioni o situazioni non controllate, è più opportuno farlo al bar e non in consiglio.

Inutile, infatti, secondo il sindaco di Copparo, riempirsi la bocca con la parola “fusione” senza rendersi conto che non si tratta di decisioni che possa prendere un sindaco da solo, ma vanno prese da tutta la popolazione con un referendum. È, infatti, facilissimo, secondo Rossi sbandierare la parola fusione, ma se una fusione si deve realizzare, che convenga a tutti i cittadini, e con tutti i cittadini dei vari Comuni convinti di quel che si propongono di fare: «La fusione è un passo importante, non è la parola magica per risolvere i problemi, e le decisioni non sono dei sindaci, ma dei cittadini, tramite referendum», ha concluso Rossi.

Alessandro Bassi

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