170 bilancioni abusivi. Sì alla riqualificazione
L’ordinanza è già stata emessa dal Comune. Saranno recuperati in alcuni casi anche riassegnati
COMACCHIO. I bilancioni non sono per gente di mare. Capanni sospesi sull’acqua, rappresentano il naturale prosieguo di orti, giardini e in alcuni casi anche pollai. Sono la storia di Comacchio, delle sue Valli e dei suoi abitanti che pur vivendo in mezzo all’acqua non amano il mare. 170, tutti abusivi tranne tre: dagli impianti non a norma alle elementari misure di sicurezza, per non parlare dell’eternit usato per costruirli e dei generatori che pompano nel cuore del Parco. Da fare sparire? «Nemmeno per idea - spiega il sindaco Marco Fabbri - resteranno tutti, ci mancherebbe. Solo che andranno completamente rifatti. Le Regioni, ma anche le Province vicine hanno da sempre leggi che regolamentano la vita dei e sui capanni, da noi non è mai stato fatto niente. E non possiamo più permetterci di chiudere gli occhi anche se dentro di noi in qualche modo vorremmo».
Da sottolineare che i bilancioni sono in mano ai privati e il Comune di Comacchio non è ente preposto alla regolamentazione degli stessi. Il Comune ha predisposto un Piano particolareggiato di iniziativa pubblica e i bilancioni verranno demoliti, ricostruiti e in alcuni casi anche riassegnati. «Non è però settore di nostra competenza - specifica Fabbri - perché gli stessi sorgono in zone demaniali e sarà quindi la Regione a dettare normative e regolamenti». Sono tanto coloro che sperano di “aggiudicarsi” una delle case sull’acqua, e sarà difficile trovare spazio considerato, e non a torto, che gli attuali proprietari li tengono ben stretti e sono disposti a sostenere le spese per la ristrutturazione. «Per noi va benissimo - fa presente Pasquale Carli intento a rimettere a posto dopo i festeggiamenti di Capodanno - È importante metterci in regola, sapere che possiamo stare qui sempre e in sicurezza. Noi, per esempio, abbiamo già fatto tutto il possibile e aspettiamo solo di avere il via».
Una volta messi a norma e tornati in qualche modo in vita, i capanni saranno considerati immobili in tutto e per tutto. «Ci pagheranno sopra le tasse - ride Fabbri - e per noi saranno entrate in più. In pochi lo sanno, ma c’è chi la fa già da tempo, senza che sia obbligato perché in teoria, essendo abusivo, non potrebbe esistere. Eppure hanno chiesto e trovato il modo per pagare». L’ordinanza di demolizione è già stata emessa, «stiamo aspettando solo l’ultimo parere della Provincia che in questo momento ha qualche problema di carattere tecnico. Speriamo che la situazione possa sbloccarsi in fretta, così qualcuno potrà essere pronto anche per l’estate».
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