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Berco e sindacati ai ferri corti sui turni

Berco e sindacati ai ferri corti sui turni

Copparo, azienda nuovamente nel mirino per la richiesta di lavorare a ciclo continuo in alcuni reparti

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COPPARO. La direzione della Berco ha comunicato ai lavoratori di vari impianti la decisione di voler fare i cosiddetti cicli continui, ovvero lavorare anche il sabato e la domenica su una ciclicità di 27 giorni, a partire da lunedì 16 gennaio. Una decisione che ha provocato le ire della Fismic. «Non si può dopo infiniti incontri - spiega Alberto Finessi, coordinatore nazionale della Fismic per il settore siderurgia e dipendente Berco -, che l’azienda venga a fare una richiesta alle Rsu aziendali di fare cicli continui in reparti, dove non sono mai stati fatti o molto raramente. Questo significa che c’è lavoro e la direzione parla ancora di esuberi. Se nel prossimo incontro, calendarizzato per venerdì 13 gennaio, non si trova una soluzione come Fismic non parteciperemo più agli incontri con l’azienda in quanto ritengo che questa sia una presa in giro».

Secondo le intenzioni dell’azienda i cicli continui dovrebbero protrarsi per un paio di mesi e coinvolgeranno tra le ottanta e le cento unità. Gli impianti coinvolti sono: Sw maglie; Sw Terni; impianto tempraruote Ctl; temprasaldature laser; rulli Ctl. «Berco non può venire a dire che se nell’ultimo incontro di gennaio, previsto per lunedì 16, non si troverà una soluzione, già a partire dal 23 farà ripartire il timer della mobilità. É come avere una pistola puntata alla tempia. Il lavoro in fabbrica c’è e allora la situazione va ridiscussa».

Le Rsu organizzeranno la prossima settimana un’assemblea con i lavoratori nei reparti interessati. Sulla vicenda si registra anche una nota di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil e delle Rsu di stabilimento nel quale si afferma che “non è pensabile discutere di esuberi ad un tavolo e di cicli continui ad un altro. È evidente, quindi - recita la nota - che nel prossimo incontro programmato per il 13 gennaio si dovranno chiarire diverse questioni, in quanto non saremo disponibili ad un confronto dal quale gli unici ad uscirne non positivamente siano i lavoratori. Quelli licenziati e quelli a cui si continua a chiedere sacrifici, flessibilità e cicli continui. Ancora una volta le scelte aziendali non tengono conto in alcun modo della situazione in cui i lavoratori operano. Le forti tensioni che le scelte padronali hanno scatenato sono in netto contrasto con il senso di responsabilità che i lavoratori finora hanno dimostrato. Pretendiamo, quindi, da Berco e da ThyssenKrupp la stessa responsabilità che ci è stata chiesta all’indomani della firma per il congelamento della procedura, dove si è deciso di non dare corso ad ati unilaterali nel corso della trattativa”.

I sindacati si sono impegnati a presentare per l’incontro del 13 gennaio una proposta per la logistica che permetta un mantenimento dei lavoratori alle dipendenze di Berco.(m.bar.)

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