«Il Comune ha fatto tutto per agevolare l’azienda»
Scortichino, il vice sindaco spiega la situazione della ditta terremotata «Il progetto depositato ad aprile 2016: da quel momento trascorre un anno»
SCORTICHINO. Il grido d’allarme lanciato da Alberto Marchetti, titolare assieme al socio Massimo Soffritti dell’azienda che distribuisce acque minerali, vini e bevande in genere sta facendo parlare. «Sono state tante le telefonate di solidarietà che abbiamo ricevuto - afferma lo stesso Marchetti - e questo ci ha fatto immensamente piacere. Speriamo che tutto si possa risolvere in fretta e che si possa costruire il nuovo capannone con annessa abitazione in quanto così non riusciamo proprio più ad andare avanti. Avevamo deciso di rimanere in questa terra dove l’azienda, fondata dai nostri nonni era nata e consolidata senza pendere in considerazione l’ipotesi di trasferirci a Finale Emilia o a Bondeno, purtroppo siamo sempre daccapo». Come si ricorderà in seguito alle tremende scosse del 20 e del 29 maggio 2012 sia il capannone che la casa dove viveva la famiglia Soffritti in via Argine Diversivo in località Piretta tra Scortichino e Montemerlo hanno dovuto essere abbattute. Mentre la famiglia Soffritti ha trovato sistemazione in affitto in un condominio in paese, l’azienda ha trovato collocazione temporanea in un capannone situato a lato della via Provinciale a circa un chilometro dal paese e l’affitto costa mille euro al mese. Per i primi due anni l’ente commissariale, ovvero il Governo ha provveduto al pagamento ma a partire dal 2014 non ha più riconosciuto l’affitto. «L’azienda tramite i propri professionisti ha depositato il progetto nell’aprile2016 - spiega il vice sindaco Simone Saletti con delega alle Attività Produttive - la pratica è nota ed ha avuto una parte pregressa rispetto alla richiesta di contributo. É stata infatti inserita come delocalizzazione ed il piano della ricostruzione è stato approvato nell’aprile 2015. Dal momento del deposito della pratica passa circa un anno. L’iter di questa pratica si è conclusa nell’aprile 2016 e da quel momento trascorre circa un anno. Ci sono stati diversi momenti di confronto con i tecnici. Capisco e comprendo le esigenze delle aziende. Aggiungo - conclude Saletti - che prima dell’adozione del piano di ricostruzione non era chiaro il da farsi. L’ufficio Mude del Comune ha fatto e sta facendo tutto quello che poteva e può fare. Quella dell’azienda Marchetti&Soffritti è una delle pochissime pratiche riguardanti le azinde che sono ancora da definire. Sempre in via Argine Diversivo c’è un altro caso riguardante le proprietà di Silvio Cuoghi che, causa terremoto sono tutte inagibili. In questo caso però i tecnici progettisti del privato non ci hanno ancora presentato i relativi progetti».
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