«L’Ospedale sta andando a pezzi»
Lagosanto, l’intervento della Fials: classe dirigente latitante, lavoratori ko
LAGOSANTO. Non tira aria buona all’interno dell’Ospedale del Delta. La Fial ha incontrato gli operatori sanitari e l’area medica. «I campanelli d’ allarme di un disagio lavorativo diffuso ci sono tutti - dicono dal sindacato - I disagi vanno dalla cronica carenza di personale, alla obsolescenza delle attrezzature, dalla scarsità di apparecchiature elettromedicali, agli estenuanti, percorsi nelle corsie di degenza, indotti da una irrazionale logistica dei locali di lavoro o per reperire gli “strumenti di lavoro” carenti, condivisi da più settori». Il perdurare di queste ed altre criticità, secondo i rappresentanti dei lavoratori, «mettono drammaticamente in evidenza la latitanza della classe dirigente che sottovaluta l’importanza delle condizioni di lavoro fondamentali per la conservazione dello stato di salute e di sicurezza dei dipendenti, in prevalenza donne, over 50, che sopportano fatiche maggiori di quelle dei facchini».
«Una situazione di sovraccarico lavorativo, di disagio e di fatica che non risparmia nessuno e che condiziona negativamente le relazioni, le modalità comunicative tra i professionisti, le corrette modalità prescrittive, i rapporti con i pazienti ed i loro familiari e, che rendono il clima lavorativo insopportabile ed alienante». Le proposte? «Perché non intervenire subito con quei piccoli interventi facilitanti il lavoro e che sono “a costo zero”, come una razionale dislocazione dei locali di lavoro: deposito dei farmaci, dei presidi sanitari, della biancheria,ecc.? Correttivi, per economizzare i tempi di percorrenza e le energie del personale addetto all’assistenza, che svolge un lavoro tanto importante, pieno di responsabilità ed a torto tanto sottovalutato». E ancora, «Servono più apparecchiature elettromedicali: apparecchi per aerosol, termometri, ecc., sufficienti alle necessità dei singoli settori, da non dover “rincorrere”. Non ci sono soldi per acquistare attrezzature nuove: letti articolati, spondine, piccole apparecchiature elettromedicali, ma ci sono i soldi, tanti, per “premiare” a cascata, direttori generali, direttori sanitari, direttori amministrativi, i tre membri del collegio sindacale, una strenna di Natale di circa 95mila euro per gli anni 2014-2015». «Sono criticità queste che danno la misura, insieme alle lunghe liste di attesa, alla carenza di servizi, del declino inesorabile della sanità ferrarese, su cui bisogna intervenire seriamente, prima che sia troppo tardi».
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