Azzerati Carife, rimborsata neanche la metà delle perdite
In arrivo 22,4 milioni. Il bilancio del Fitd: 4.100 domande presentate con 28 milioni di euro richiesti. E l'assemblea dei dipendenti approva l'accordo sugli esuberi
FERRARA. Lo Schema volontario del Fondo interbancario di tutela dei depositi avrà bisogno di parecchio tempo, c’è chi stima altri sei mesi, per completare la lavorazione di tutte le domande di rimborso automatico pervenute dalle 4 banche risolte, oltre 14mila pratiche. Il bilancio di questa operazione, a meno di proroghe ex post del termine di presentazione delle domande che era come noto il 3 gennaio, è ormai definito ed è possibile tirare le somme almeno per quanto riguarda i risparmiatori ferraresi. A quanto reso noto dal Fitd, sulla base di calcoli non ancora definitivi ma molto attendibili, le domande di rimborso presentate dagli obbligazionisti azzerati di Carife sono state 4.200: è un numero superiore a quello dei dossier, indicato a suo tempo in 4.100, e questa discrasia si spiega con le cointestazioni, che fanno salire di parecchio le richieste individuali per il Fitd. Più significativo, in termini di rapporto con l’universo degli azzerati Carife’, è la cifra complessiva di rimborsi contenuta in queste richieste: si tratta di 28 milioni di euro, sui 51 inizialmente indicati in possesso degli obbligazionisti retail. Va considerato che il rimborso è all’80% di quanto azzerato, quindi nella migliore delle ipotesi (ovvero l’accoglimento di tutte le domande presentate), attraverso questo canale di rimborso potranno tornare nelle tasche dei risparmiatori ferraresi circa 22,4 milioni di euro. Si tratta, quindi, di meno della metà di quanto perso di colpo nella notte del 22 novembre 2015, e la cifra a questo punto può solo diminuire.
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I rimborsi liquidati in totale per tutte e quattro le banche in risoluzione sono al momento 35,15 milioni di euro, la maggioranza a risparmiatori azzerati per meno di 10mila euro, mentre c’è un solo caso di liquidazione per una somma superiore a 500mila euro.
Il canale del rimborso automatico, comunque, è stato sfruttato fino in fondo. Lo conferma Roberto Zapparoli, presidente provinciale di Federconsumatori: «Le domande di persone con requisiti sono state tutte spedite in tempo, si tratta di un migliaio di pratiche. Abbiamo tenuto ferme, invece, le richieste dei trasferimenti di obbligazioni tra vivi (cioè i parenti inseriti nel dossier in un secondo tempo, ndr), che come noto il Fondo interbancario non intende rimborsare. Si tratta di una settantina di casi, che vedremo d’indirizzare all’arbitrato assieme alle 200 pratiche che non rientravano per ragioni di reddito o patrimonio, nei tetti del rimborso automatico».
Si è già aperta, quindi, la seconda fase dell’operazione rimborso, quella che punta all’arbitrato gestito dall’Anac, che potrebbe garantire anche il 100% del rimborso. I risparmiatori esclusi dalla procedura Fitd (va ricordato che chi presentava anche solo domanda di rimborso automatico non era più autorizzato a ricorrere all’arbitrato) stanno cominciando a ricevere chiamate da Federconsumatori, per avviare la procedura: «In realtà a partire dal 9 gennaio li chiameremo in sede per firmare la lettera di messa in mora della banca e procedere così al blocco della prescrizione, visto che si tratta comunque di un contenzioso - sottolinea Zapparoli - Non siamo però ancora in grado di dare indicazioni sul percorso da seguire, perché il regolamento dell’arbitrato non è uscito». Il Consiglio di Stato già a fine dicembre aveva sciolto la riserva sulla bozza governativa, quindi l’attesa per la definizione delle regole non dovrebbe prolungarsi a lungo. L’arbitrato, come noto, deve tutelare i risparmiatori in qualche maniera raggirati dalla banca.
Stefano Ciervo
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