«Il sussidio? Una bugia Non lo abbiamo chiesto»
Mesola, la risposta della famiglia di Cavarzere alle parole del sindaco Padovani Maniero: ora ho un lavoro, proviamo a risollevarci. Resta il nodo scuola per i figli
MESOLA. «La signora di Goro che ha scelto di ospitarci temporaneamente nella sua casa a Mesola senza chiedere nemmeno l’affitto è stata molto gentile. Non vorremmo recarle troppo disturbo per cui stiamo guardando anche altre soluzioni; magari anche più adatte, per dimensioni, alla nostra famiglia. La gente di Goro per noi ha già fatto tanto». Sono le parole di Stefania Battan, che insieme al marito Gianluca Maniero ed ai quattro figli (tutti minorenni) si è trasferita a Mesola. La famiglia, arrivata da Cavarzere nel Veneziano, sta cercando di lasciarsi alle spalle mesi di difficoltà economiche e sociali. «Nel nostro Comune nessuno ci ha aiutati e - aveva spiegato Maniero, il capofamiglia -, il servizio andato in onda su Italia Uno all’interno del programma “Le Iene”, è stata l’ennesima batosta, perché hanno raccontato e mostrato solo ciò che volevano».
I Maniero ora vivono a Mesola e, a meno di un mese dal loro insediamento sono già nate le prime polemiche. La famiglia avrebbe chiesto sussidi e un insegnante di sostegno per uno dei quattro figli. L’uomo però smentisce categoricamente queste affermazioni e spiega: «Noi non abbiamo chiesto al Comune di Mesola nessun sussidio e, per quanto riguarda l’insegnante di sostegno, abbiamo semplicemente detto che nostro figlio a Cavarzere ce l’aveva per quattro ore a settimana. Ho solo - dice -, spiegato come stavano le cose prima ma non ho avanzato nessuna pretesa e non capisco da dove sia nata questa polemica».
Il sindaco di Mesola, Gianni Michele Padovani, a proposito dell’insegnante di sostegno ha spiegato che l’amministrazione comunale ha già compiuto uno sforzo notevole per coprire le ore di insegnamento di sostegno, confermando le ore del precedente anno; pensare all’aggiunta di altre 4 ore diventerebbe difficile. Il primo cittadino però ha anche detto che «il dialogo e la collaborazione di tutti contribuiranno a risolvere il problema subito dopo le festività natalizie». Maniero, che da alcune cooperative di pescatori di Goro aveva ricevuto un aiuto economico pari a circa 800 euro «per ripartire», ora ha trovato anche un impiego. «Per il momento sto lavorando con i pescatori, conto i sacchi di vongole. L’occupazione è a tempo determinato ma - aggiunge -, siccome ho la patente per guidare i camion, potrei cambiare mansione rimanendo però nel settore. Vedremo, intanto stiamo cercando di rimetterci in sesto».
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