«Per il pronto soccorso un bando per tre medici»
Carradori (S. Anna): specializzazioni difficili da reperire: dopo l’avviso i concorsi La promessa: copriremo tutti i posti vacanti, nel 2017 maxi-esame per infermieri
«Iniziare l’anno con un piano di rientro da rispettare? Non è piacevole ma non mi spaventa: nel 2016 abbiamo già riportato i conti in carreggiata e anche nel 2017, in assenza di eventi che possano avere un significativo impatto sul bilancio al momento imprevedibili, l’obiettivo di restare all’interno dei vincoli economici sarà raggiunto». Non nasconde l’irritazione, il direttore dell’azienda ospedaliera, Tiziano Carradori: avere la lente di ingrandimento della Regione puntata su ricavi e spese per tre anni pesa, ma lo considera un compito già assolto senza bisogno di “ripetizioni”.
Direttore, il piano di rientro interferirà con i vostri obiettivi economici e organizzativi?
«No, abbiamo una serie di azioni già programmate e in parte avviate a cui daremo continuità. Parlo del trasloco del San Giorgio a Cona, che andrà in porto entro la fine dell’anno, e del trasferimento della Radioterapia dall’ex ospedale di corso Giovecca. A Cona abbiamo un acceleratore lineare nuovo al quale affiancheremo la macchina che si trova all’ex Sant’Anna. Da queste due operazioni ci attendiamo un miglioramento del servizio per i cittadini e un minor dispendio di risorse (l’azienda ospedaliera risparmierà circa 1,5 milioni di € l’anno). Poi dovremo ulteriormente adeguare la nostra capacità di risposta».
In questi giorni e nelle ultime settimane si è molto parlato delle attese al pronto soccorso e del disagio degli operatori dell’emergenza.
«Dobbiamo migliorare l’accoglienza e la ricettività per i pazienti del pronto soccorso e dell’area dell’emergenza-urgenza, questa è una delle priorità assieme all’aumento del personale in servizio. Abbiamo aggiunto 16 posti letto in Medicina e Chirurgia d’urgenza, con un incremento del 50% della dotazione e abbiamo inserito tre nuovi medici assunti da una graduatoria “equipollente”, che ha cioè lo stesso valore per poter accedere all’incarico in quel servizio».
In ospedale si dice che avete assunto tre medici nuovi cancellando altrettanti posti in organico.
«Non è affatto vero. Sono tre incarichi nuovi che si sono aggiunti agli altri. I sindacati sanno che nel 2016 il numero dei dipendenti non è diminuito ma è salito. Posso aggiungere che per potenziare il pronto soccorso servono altri tre medici, ma queste professionalità non si trovano facilmente. Le abbiamo cercate ma non siamo riusciti a reperirle. Entro i prossimi sei mesi c’è la possibilità di far entrare un collega da un’altra regione».
E per gli altri due medici?
«Ricorreremo ai bandi per coprire queste funzioni in attesa del concorso pubblico, per il quale servono da 3 a 6 mesi. Speriamo che arrivino le adesioni».
Perché non si trovano queste professionalità?
«Perché per accedere all’incarico bisogna essere già in possesso di una specializzazione e questo genera gravi rigidità. Bisognerebbe modificare le regole per l’accesso alla professione. Abbiamo un’intera generazione di medici che sta per andare in pensione con un rischio dirompente per il sistema sanitario nazionale».
Nei mesi scorsi ha detto che il Sant’Anna stabilizzerà decine di unità di personale tra medici e infermieri. Rispetterete l’impegno?
«Sì. Copriremo tutti i posti vacanti. Entro fine anno contiamo di bandire anche il concorso per infermieri per il quale ci aspettiamo migliaia di candidati. Nel frattempo possiamo fare altre cose».
Quali?
«Ricavare altri 20 posti letto internistici, di Medicina generale o post-acuti. Abbiamo chiesto alla Regione di destinare ad altra funzione lo spazio che era riservato all’Hospice. In queste settimane la richiesta di ricoveri è stata elevatissima con picchi di 14-15 pazienti fuori reparto. Medici e infermieri hanno svolto un lavoro encomiabile, ma servono altri posti. La mia proposta, che deve essere ancora discussa, prevede di spostare l’attività del Day Hospital (DH) onco-ematologico affiancato ad un centro per il dolore nell’area Hospice per rispondere alle richieste di una migliore accoglienza che arriva dall’utenza e di ricavare i nuovi posti letto nella sede attuale dell’ambulatorio onco-ematologico. L’idea di aumentare i posti letto, oltre a garantire un servizio migliore al cittadino, dovrebbe anche produrre un incremento dei ricavi per l’ospedale. Oggi possiamo trasformare 50 posti in DH in 50 ordinari, aggiungendo le autorizzazioni necessarie potremmo arrivare a potenziare l’offerta di un centinaio di letti».
I tempi di attesa della Chirurgia sono nella lista dei problemi da risolvere?
«Certo. Apriremo altre due sale operatorie appena sarà disponibile il nuovo personale di Anestesia e Rianimazione (le assunzioni sono state fatte) con l’obiettivo di migliorare i tempi sulla chirurgia a bassa complessità. Poi formalizzeremo con l’Asl l’accordo di collaborazione per il pieno sfruttamento delle sale operatorie negli ospedali di Argenta, Delta e Cento. I risultati si coglieranno appena tutto questo andrà a regime».
Gioele Caccia
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