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«Abbiamo cali nelle vendite con il mercato decentrato»

Le bancarelle del mercato
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Le bancarelle del mercato

Ferrara, la parola agli ambulanti a più di un anno dallo spostamente delle bancarelle dal Listone. «In piazza Travaglio veniamo penalizzati». E c’è chi minaccia di cambiare città

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FERRARA. Da circa un anno alcune bancarelle del mercato del venerdì, in seguito a una delibera comunale, sono state spostate dalla centralissima piazza Trento Trieste per essere collocate lungo Corso Martiri della Libertà, Corso Porta Reno e piazza Travaglio. Un cambiamento morfologico del mercato, che se da un lato ha liberato piazza Trento Trieste dalle bancarelle, dall’altro ha scontentato parecchi ambulanti. In linea di massima, la novità che ormai esiste da un anno, non ha riscontrato molti entusiasmi. Anche gli ambulanti che si sono spostati solo di pochi metri, dal Listone a Corso Martiri, hanno lamentato difficoltà nella conduzione degli affari, per non parlare di chi è stato costretto a emigrare in piazza Travaglio, i quali stanno addirittura pensando di cambiare piazza.

Massimo Travaglini è uno dei “fortunati” che dal Listone è stato spostato in Corso Martiri, però non è molto soddisfatto, pur giudicando Ferrara «una piazza buona per gli affari». Tuttavia, afferma il commerciante, «lo spostamento è stato peggiorativo. Il calo di vendite c’è, perché le persone non mi trovano, devono girare parecchio». Lorenzo Venturini e Luca Vecchiattini, di Mantova e Codigoro, spiegano, senza drammatizzare, che il problema è legato al frazionamento del mercato. «Adesso non ha continuità, e i più svantaggiati sono i colleghi che sono stati spostati in piazza Travaglio, perché noi tutto sommato, siamo stati fortunati a essere in Corso Martiri. Il problema è che nel mercato così com’è c’è un vuoto, e basterebbero 6/7 bancarelle sul Listone per ristabilire omogeneità al mercato. Abbiamo sentito di tanti colleghi che vogliono vendere la licenza, perché sono disperati. Il calo di vendite c’è, per noi del 10% circa», dice Luca. Lorenzo aggiunge che «Ferrara rimane una buona piazza, vengo qui da tanti anni e Luca e io veniamo sempre volentieri. Ma sono innegabili il calo di vendite e il disagio di chi è in piazza Travaglio».

Decisamente insoddisfatta dello spostamento è Alessandra Fioravanti, sebbene abbia una bancarella all’ombra del Castello. «Sono stata penalizzata tantissimo. Prima ero sul Listone, e adesso vendo la metà e mi dispiace dirlo, ma Ferrara è una piazza che non mi piace proprio». Anche per Filippo Roversi, sempre in centro, lo spostamento non ha avuto riscontri positivi. «Lo spostamento è stato negativo, e le sue conseguenze si notano. Quello che è cambiato di più è la configurazione del mercato, che ha assunto una conformazione diversa. Ora il mercato di Ferrara è calato rispetto a piazze simili, come Padova o Parma, dove si lavora meglio». Chi è soddisfatto è Simone Nava, che si mostra preoccupato per i colleghi in piazza Travaglio. «Noi non siamo stati penalizzati, a differenza di chi è andato in piazza Travaglio»,dice l’ambulante.

Basta fare un salto in Piazza Travaglio per rendersi conto del malcontento. Poche persone attorno alle bancarelle, e i venditori lamentano forti cali. «Lo spostamento è stato una schifezza, ho avuto un calo del 70% di vendite - dice Margherita Nani - prima ero sul Listone. Sto pensando di cercare un’altra piazza, se il Comune non ci offre altre alternative». Marco Turazzi dice che “i guadagni sono calati da 10 a 1. Il mercato da uno si è suddiviso in 3 parti, si lamentano anche quelli del centro. Vengo anche al lunedì e le cose vanno meglio, ma al venerdì bisogna stare in centro». Anche Amelia Gallini lamenta «un calo netto di ricavi, ma le associazioni lo sanno. Se devo rimaner qui, cambio piazza e mercato». Più o meno la sostanza non cambia nelle parole di Davide Brigan, che sostiene che da quando è in piazza Travaglio «c’è stata una grossa perdita, perché c’è meno passaggio. La piazza di Ferrara è buona, però da quando siamo qui non risponde al suo potenziale».

Veronica Capucci

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