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«Berco, l’azienda non sa in che direzione andare»

COPPARO. La vicenda Berco continua a fare discutere. I sindacati, dopo l’annuncio della direzione di far lavorare a ciclo continuo i lavoratori di alcuni reparti a partire da lunedì 16 gennaio mentre...

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COPPARO. La vicenda Berco continua a fare discutere. I sindacati, dopo l’annuncio della direzione di far lavorare a ciclo continuo i lavoratori di alcuni reparti a partire da lunedì 16 gennaio mentre non ha ritirato la procedura di mobilità per 365 dipendenti di cui 331 nella fabbrica di Copparo e 34 nello stabilimento di Castelfranco Veneto, sono sul piede di guerra. Anche il sindaco di Copparo, Nicola Rossi, è intervenuto sulla vicenda auspicando che la trattativa si possa svolgere in sede ministeriale e venga coinvolta la proprietà ovvero la Thyssenkrupp. Sulla questione interviene anche Elvio Perelli, ex dipendente Berco nonché ex sindacalista della Fiom-Cgil.

«Berco annuncia 365 esuberi. La causa: i mercati e il mancato raggiungimento della redditività. Quindi fatturato in calo e scarsa redditività uguale altri 365 lavoratori se ne devono andare oltre ai circa 600 tra il 2012 e il 2013. Ho fatto una breve ricerca sulle indagine di mercato del settore: nel 2016, dopo anni di calo, si è registrato un sostanziale mantenimento della produzione di Macchine Movimento Terra. Bauma di Monaco, fiera del settore tra le più importanti del mondo, Bauma Cina, Eima di Bologna e diversi articolisti di magazine del settore prevedono un aumento della richiesta di macchine movimento terra per costruzione, agricoltura e miniera per gli anni 2017-2018 fino al 37-38%. Sono previsioni, confortanti anche per il mercato interno. Poi arriva la richiesta Berco. La direzione chiede cicli continui in alcuni reparti, con l'utilizzo degli impianti 24h sui 7 giorni della settimana altrimenti a fine gennaio si apre la procedura di mobilità. Ora - prosegue Perelli - il rischio è fare confusione, ci si trova di fronte ad una direzione in uno stato confusionale. Siamo di fronte ad un aumento della domanda che fa il paio con le previsioni riportate, ma si rende altrettanto evidente la difficoltà di programmare nel medio lungo termine. L'impressione è che si rincorrano produzioni senza avere un'idea di quanto e come si è in grado di produrre. In che direzione vuole andare questa direzione? Su cosa deve basarsi il confronto?».

Perelli argomenta il discorso affermando che «la richiesta di maggior utilizzo di impianti per alcuni reparti deriva da colli di bottiglia, per cui il flusso della produzione non riesce ad alimentare le lavorazioni successive o c'è di fatto un aumento della domanda? La stessa delegazione alle trattative di Berco fa sospettare che grande interesse dei vertici sull'andamento del confronto non sia così prioritario. Penso - conclude -, sia irrinunciabile un tavolo di confronto al Mise. Non si scherza sulla pelle della gente e non solo dei dipendenti. Tutta Copparo, ormai, è col fiato sospeso in attesa di risposte chiare e di soluzioni tese a risolvere la crisi in modo positivo».

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