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Bper, conferme modenesi sull’interessamento a Carife

Bper, conferme modenesi sull’interessamento a Carife

Non è una novità, se ne parla da lungo tempo, ma ora da più parti e anche a Modena si ritiene che l’operazione possa essere a una svolta. L’acquisizione di Nuova Carife, la Cassa di Risparmio di...

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Non è una novità, se ne parla da lungo tempo, ma ora da più parti e anche a Modena si ritiene che l’operazione possa essere a una svolta. L’acquisizione di Nuova Carife, la Cassa di Risparmio di Ferrara sorta sulle ceneri della banca collassata, da parte di Bper viene considerata sempre più probabile anche negli ambienti finanziari milanesi, dove si dà ormai come scontato anche l’intervento di Ubi Banca sulle altre tre “good bank” che hanno avuto la stessa sorte di Carife dopo il tracollo, vale a dire Popolare Etruria, Banca Marche e Carichieti. Bper ha da tempo manifestato il proprio interesse per la Cassa ferrarese risanata.

In un primo tempo era stata manifestata la concorrenza del Gruppo Crédit Agricole Cariparma poi il colosso francese si è ritirato e ora Bper è l’unico istituto di credito rimasto in corsa per la possibile acquisizione di Carife. Ma per concludere l’acquisizione devono realizzarsi alcune condizioni basilari: una drastica riduzione del personale, da 900 a un numero che dovrebbe aggirarsi attorno a 400-450 unità o comunque a un numero di contratti che di fatto sia equivalente al costo di 350 dipendenti.

Poi la cessione a fondi specializzati dei crediti deteriorati e soprattutto occorre stabilire chi si accollerà i costi delle uscite anticipate di tanti dipendenti, un costo che Bper non è disponibile a coprire.

Va sottolineato che l’impegno di Bper per incrementare le proprie dimensioni, dopo il passaggio da cooperativa a società per azioni, resterà inalterato indipendentemente dall’esito dell’operazione Carife, che non andrà in alcun modo a inficiare l’acquisizione, altrettanto probabile ma di ben diversa consistenza e differente impegno, che riguarda Unipol Banca. A Ferrara i sindacati si stanno impegnando per raggiungere l’obbiettivo di 300 esodi incentivati entro il prossimo 19 gennaio, traguardo che è stato fissato dopo un accordo in questo senso: accordo che decadrebbe se l’obbiettivo non dovesse essere raggiunto in tempo.

L’impegno di sindacati, dipendenti e di tutte le persone coinvolte a Ferrara nella vicenda-Carife ha un’unica finalità, che è quella di favorire l’intervento di Bper per assicurare un futuro all’istituto di credito. Lo stesso amministratore delegato Alessandro Vandelli, quando poche settimane fa gli erano state erroneamente attribuite dichiarazioni definitive sulla rinuncia all’operazione Carife da parte di Bper, si era premurato subito dopo di precisare: «In questa fase stiamo esaminando, come è normale, varie opzioni, ma non ci sono ancora valutazioni definitive», proprio a ribadire che l’esito positivo della vicenda restava e resta ampiamente possibile.

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