La Nuova Ferrara

Ferrara

Chiesa di San Benedetto via libera dalla regione A primavera c’è il bando

di Francesco Scafuri*
Chiesa di San Benedetto via libera dalla regione A primavera c’è il bando

La storia dei tre campanili più inclinati di Ferrara Hanno resistito meglio al sisma dei loro rispettivi templi

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di Francesco Scafuri*

La chiesa di San Giorgio e il campanile rossettiano

La chiesa di San Giorgio fu la prima Cattedrale di Ferrara e sorse attorno all'VIII secolo. Rimase tale, come sappiamo, fino al 1135 quando il titolo fu trasferito al nuovo Duomo; ma l'originaria struttura altomedievale dell'antica chiesa fu in seguito letteralmente sommersa da una serie di interventi succedutisi nel tempo. Nella seconda metà del '400, per esempio, ebbe inizio uno dei più importanti restauri del complesso architettonico, che dalla prima metà del XV secolo era occupato dall'ordine degli Olivetani. Ai cantieri lavorò anche il grande architetto di Corte Biagio Rossetti (Ferrara 1447 c. - 1516). L'interno della chiesa venne restaurato una prima volta nel 1581 da Alberto Schiatti, poi nella prima metà del '600, mentre nel 1722 fu rifatta la facciata su progetto di Andrea Ferreri.

La torre campanaria, ultimata nel 1485, fu progettata da Biagio Rossetti: si tratta di una delle sue prime opere impegnative nell'ambito dell'architettura religiosa. Il campanile, alto quasi 50 metri, divenne il punto di riferimento per chi entrava e usciva dalla città o per chi navigava sul fiume; il suo valore urbanistico si manifestava ancora più palesemente agli inizi del XX secolo, quando (secondo Zevi) l'alta torre costituiva "l'unico elemento di tensione e di riscatto" della zona sud-orientale di Ferrara, allora priva delle costruzioni circostanti. Il monumentale campanile, realizzato interamente in mattoni, è caratterizzato da semplici oculi nei tre dadi iniziali, ma nell'ultimo ordine in alto si aprono delle bifore, quasi ad alleggerire l'intera costruzione. Le lesene disegnano gli spigoli dell'alta torre, mentre raffinatissimi cotti nobilitano trabeazioni e cornici: un vero capolavoro d'architettura.

La basilica di San Francesco e il campanile tronco

Costruita a partire dal 1494-95, la basilica fu progettata da Biagio Rossetti, che ebbe anche in appalto i lavori, di cui fu il "direttore". Dopo una serie di vicissitudini, nel 1508 furono consacrati ben otto altari, segno che la chiesa era in via di ultimazione; tuttavia, si verificarono ben presto problemi statici, al punto che nel 1513 fu necessario rinforzare le fondazioni. Le motivazioni si ricercarono nel fondo "paludoso e basso" del terreno della zona e nel fatto che Biagio Rossetti, impegnato com'era un po' ovunque in città in qualità di ingegnere e architetto, non avesse posto la dovuta attenzione nel controllo delle opere. Tanto che, secondo il cronista Zerbinati, il 3 dicembre 1515 la navata centrale e il relativo coperto della chiesa (ormai terminata) crollarono. Gli interventi necessari dovettero essere adottati in breve tempo, se lo stesso cronista sotto l'anno 1517 già poteva annotare che finalmente i frati minori di San Francesco avevano cominciato a celebrare le funzioni religiose nella loro basilica, ciò nonostante si dovette attendere il 1530 perché fosse completata in tutte le sue parti.

Nel XVI secolo anche il convento raggiunse il suo massimo splendore: era in gran parte ubicato immediatamente a nord del sagrato e della chiesa e si sviluppava fino a via del Pozzo, ma c'era anche una parte del complesso, comprendente tra l'altro il noviziato e l'orto dei frati, che si estendeva già a quei tempi lungo via Savonarola fino all'attuale via Coramari (tracciata proprio nel 1501). Il convento fu poi in parte demolito nel corso dell'Ottocento e trasformato nel Novecento.

Il terribile terremoto del 1570 colpì anche la chiesa di San Francesco. I danni furono rilevanti: crollo parziale dei muri laterali, delle volte (che furono rifatte così come le vediamo) e della parte superiore della facciata. Ultimate le opere di riparazione, il tempio venne solennemente consacrato il 13 novembre 1594 dal vescovo di Ferrara. Ma alla magnifica basilica rinascimentale mancava la torre campanaria, così i padri del convento nel 1606 diedero l'incarico di costruirla al celebre architetto Giovan Battista Aleotti detto l'Argenta, utilizzando le pietre del palazzo della delizia estense di Belvedere, a quei tempi demolito per far spazio alla Fortezza pontificia. Si spesero 9.000 scudi e la torre, una volta terminata, risultò ben delineata architettonicamente. Tuttavia, la natura del terreno giocò un brutto scherzo anche al grande Aleotti, che pure era grande esperto di statica. Infatti, a causa del cedimento di una parte della fondazione, il campanile cominciò a pendere e a minacciare rovina, al punto che si decise la sua parziale demolizione, cosicché rimase tronco, come si può tuttora vedere nell'area interna dietro l'abside.

La chiesa di San Benedetto e il campanile dell'Aleotti

La chiesa di San Benedetto, oggetto di un'interessante pubblicazione del 2005 con contributi di Giuseppe Gorini e Francesco Guggi, fu edificata per i monaci benedettini di Pomposa, costretti ad abbandonare la loro sede a causa della malaria e delle difficoltà economiche. Il 3 luglio 1496 il duca Ercole I d'Este e Nicolò Maria d'Este (vescovo di Adria) posero la prima pietra dell'edificio di culto, autorevolmente attribuito a Biagio Rossetti. I lavori per la realizzazione del tempio non furono affidati all'architetto ducale, perciò ben presto si occuparono del cantiere Gerolamo da Brescia e Leonardo da Brescia, ma per vari motivi le opere vennero sospese probabilmente già nel 1505. Il Rossetti (morto nel 1516) non riuscì a vedere finito l'edificio di culto, giacché i lavori relativi ripresero nel 1535 e furono affidati ai fratelli Alberto e Giovan Battista Tristani. Soltanto il 23 marzo 1563 il tempio fu finalmente consacrato.

La chiesa che vediamo oggi è frutto della ricostruzione (pressoché completa) realizzata dal 1952 al 1954 in seguito ai bombardamenti del 28 gennaio 1944, che avevano gravemente danneggiato l'edificio di culto rinascimentale.

Per quanto riguarda il campanile, fu costruito su disegno di Giovan Battista Aleotti a partire dal 1621 e ultimato nel 1646, dopo la morte del suo celebre progettista, avvenuta dieci anni prima. Il campanile fu al centro dell'attenzione dell'intera città nel 1842 quando, durante un fortunale, un fulmine fece crollare la parte terminale, e non era neppure la prima volta, perché si ricordano altri danni in precedenza causati nel 1669 da un altro fulmine e nel 1761 da un uragano. Questi eventi, insieme alla natura del terreno e ad altri problemi statici, fecero sì che l'alta costruzione uscisse dal proprio baricentro fin dal '600; cosicché l'inclinazione si accentuò sempre di più nei secoli successivi, fino al terremoto del 2012, a seguito del quale sono stati eseguiti i necessari interventi di miglioramento sismico e di stabilizzazione della pendenza del campanile che, non dimentichiamolo, è alto 57,61 metri, addirittura più di quello di San Giorgio: ovviamente sono tutti e due pendenti. Il crollo del 1842 della parte sommitale del campanile dell'Aleotti fu particolarmente grave perché danneggiò anche il coperto del coro della chiesa di San Benedetto, che quindi dovette essere riparato, così come in seguito si provvide a restaurare la stessa cella campanaria. Anche successivamente si registrarono danni, prima nel 1880 e poi nel 1933, quando a causa di un fortunale si verificarono ulteriori problemi, cui fu necessario di nuovo porre rimedio.

*Responsabile Ufficio Ricerche Storiche del Comune di Ferrara e consigliere delle associazioni De Humanitate Sanctae Annae e Ferrariae Decus

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