Copparo ha dimostrato di avere un grande cuore
Amministratori soddisfatti del risultato ottenuto dal protocollo donazione organi L’assessore: «È giusto informare meglio i cittadini. Una risposta molto positiva»
COPPARO. I numeri sono importanti. Ed il successo nel nuovo protocollo per la donazione di organi è notevole: in sei mesi, 402 adesioni. In pratica, chi aderisce al protocollo consente l’uso dei suoi organi per aiutare chi ne ha necessità. «È un protocollo importante - sottolinea l’assessore Enrico Bassi, che ha seguito con il collega Miola l’iter del progetto -, perché consente di avere un contatto con il cittadino tramite il Comune, il quale è un punto di collegamento importantissimo. Nel nostro Paese non c’è come in altri la norma del silenzio-assenso (l’espianto è automatico, si deve indicare se non si vuole), ma fa fede l’ultima dichiarazione in materia, depositata nei registi ufficiali. Aderire al protocollo è una scelta importante e si può recedere in qualsiasi momento consegnando alla Usl un documento di rinuncia. Quella del nostro Paese è una scelta di grande civiltà, che prevede il dialogo con il cittadino, il contatto, la richiesta di una dichiarazione. E il fatto che i Comuni siano impiegati come punto di contatto aumenta notevolmente il valore di questo momento. Una volta aderito, il nome viene trasferito con la documentazione necessaria al centro trapianti tramite una linea protetta e conservato con il massimo della cura per la privacy».
Parlare con i cittadini ha un grande valore. Non va dimenticato che, rispetto al 2015, lo scorso anno ha visto aumentare l’adesione al protocollo di oltre il 38% a livello regionale. Significa, quindi, che i cittadini sono sensibili e disponibili all’adesione, ma pure che vanno contattati e informati in modo più capillare di quanto non succedesse lasciando al singolo la scelta di mettersi in contatto. In fondo, quando ci si reca all’anagrafe per rinnovare i documenti, la possibilità di essere informati del protocollo e delle modalità di adesione è molto efficace. «La prima settimana - conclude Bassi -, ho capito subito che sarebbe andata bene dalle prime adesioni. Poi, è chiaro, i numeri probabilmente caleranno (chi aderisce, anche se può recedere, non deve rinnovare l’adesione) ma la risposta è stata veramente buona». (ale.bas.)
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