Guardia medica, serve un rinforzo
L’anticipo dell’epidemia influenzale ha moltiplicato richieste di visite ed accessi al servizio nei giorni del “ponte”
FERRARA. Non capita tutti i giorni di vedere persone che maneggiano più di un telefono di servizio per rispondere a chiamate che arrivano a flusso continuo. Giù un cellulare, su l’altro. L’immagine è tipica delle piazze finanziarie, ma in questi giorni si ripresenta con una certa frequenza anche negli ambulatori della guardia medica di Ferrara, in concomitanza con i tre giorni di assenza continuativa dei medici di famiglia a cui si può aggiungere il quarto, cioè giovedì scorso, un prefestivo nel quale era programmata l’apertura solo parziale di un numero ridotto di ambulatori della medicina di base (l’iniziativa straordinaria, pubblicizzata dall’Asl, ha solo mitigato l’impatto sul servizio di continuità assistenziale).
Influenza e virosi intestinali stanno riversando sulla rete “sostitutiva” dei medici di famiglia centinaia di telefonate e accessi ambulatoriali che stanno mettendo a dura prova il personale ma anche i pazienti che chiedono interventi in tempi brevi, non sempre compatibili con l’organizzazione del servizio. Ieri verso le 12 in via Gandini, dove ha sede la guardia medica estense, stavano attendendo il loro turno una decina di persone. Qualcuno aspettava di essere chiamato da un’ora e mezza. In ambulatorio c’era un medico che nella sola mattinata ha visitato una quarantina di persone. Altri due colleghi rispondevano ai telefoni nell’ufficio riservato alla ricezione delle chiamate mentre due operatori erano impegnati nelle visite domiciliari. A quell’ora il servizio era già stato potenziato con un’unità in più, perché il flusso era tale che le attese avrebbero potuto prolungarsi all’infinito.
La richiesta del quinto medico è partita dall’ambulatorio di via Gandini ed è stato autorizzata in mattinata dall’Asl. Per il giorno festivo (ieri era il 6 gennaio) l’addizione di un professionista non è previsto in modo automatico, mentre è stato preventivamente autorizzato per i prefestivi (in questo caso giovedì 5 e oggi, sabato 7 gennaio). Da quanto si è appreso il potenziamento dell’organico dell’ufficio nei prefestivi è stato programmato solo per un mese: dall’inizio di dicembre all’inizio di gennaio. Ma con l’anticipo dell’epidemia influenzale che si avvicina al picco e gli ambulatori medici presi d’assalto da settimane una sorta di proroga dell’unità di rinforzo potrebbe essere una delle richieste che i responsabili del servizio di guardia medica rivolgeranno a breve al vertice dell’Asl. Solo nella giornata del 5 gennaio in via Gandini sono giunte 220 chiamate alle quali se ne sono aggiunge una settantina nelle ore notturne. Ieri nella fascia mattutina le chiamate erano state un’ottantina, affiancate da circa 40 visite ambulatoriali (l’ambulatorio è aperto al pubblico dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17) e da una ventina di visite domiciliari. Chi telefona chiede consulenze sull’assunzione di farmaci, diagnosi (in questi giorni in genere l’esito è influenza) e certificati medici, per i quali è prevista la visita del paziente da parte del professionista.
C’è chi telefona anche da fuori provincia (ma viene rinviato alla guardia medica competente) e chi ripete la chiamata più di una volta, nonostante sia possibile registrare i propri dati nella segreteria telefonica per essere poi richiamati. Un carico notevole di richieste ieri era segnalato anche nella zona del Basso Ferrarese: in vari comuni della zona è di turno un solo medico che visita in ambulatorio, si reca a domicilio e prende le chiamate.
A Comacchio nel primo pomeriggio le richieste di intervento fra telefonate, ambulatorio e accessi al domicilio avevano toccato quota trenta.
Ad Argenta, dove erano in servizio 2 medici, a metà pomeriggio erano circa 25 gli accessi ambulatoriali, comprese le visite a domicilio. A Cento, stessa ora, due medici in turno e una settantina fra utenti sentiti al telefono e visitati.
Come è noto il servizio potrebbe essere riformato a livello nazionale sulla base di una proposta che prevede la riorganizzazione dell’assistenza ambulatoriale di base con l’integrazione della continuità assistenziale nelle Medicine di gruppo (medici di famiglia) il cui orario di apertura verrebbe esteso a 12 ore durante il giorno mentre di notte l’assistenza dei pazienti sarebbe affidata ai pronto soccorso.Il piano è ancora in stand by per l’opposizione dei sindacati.(gi.ca.)
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