Comacchio, scoppia il caso: no ai migranti nell'ospedale
Scoppia la protesta dopo l'indiscrezione: protesta di Consulta e opposizione. «Devono mandarli a Lagosanto, là c'è posto»
COMACCHIO. Davanti all’ospedale San Camillo, alle 10 in punto ieri mattina, Comacchio c’era. L’appuntamento, dato al volo via Facebook e di porta in porta come uso della Consulta popolare venerdì sera, ha visto un centinaio di persone pronte a lottare, ancora una volta, per quello che ormai da anni è considerato il simbolo della cittadina. «Ma cosa pensano, che siamo rintronati? - tuona il presidente Manrico Mezzogori - Vogliono portare i migranti al terzo piano del nostro ospedale? Vadano a provocare da un’altra parte perché qui non entra nessuno. Ci manca solo questa adesso. Provocazioni, solo provocazioni».
Ferma, determinata e pronta a battaglia, la rappresentante della Lega Nord Maura Tomasi che parla a nome del centrodestra (è forse pronta la coalizione in vista del voto?) supportata quindi da Antonio Di Munno (Il Faro) e Luca Bergonzi (coordinatore Forza Italia): «Siamo davanti a un paradosso - alza la voce la Tomasi -. I nostri fuori al freddo e al gelo, senza case perché distrutte dal terremoto o perché non se le possono permettere e loro dentro al caldo nei nostri ospedali. Emergenza? Ma quale emergenza? Ormai è diventata una costante, ci si deve organizzare diversamente e non dobbiamo certo farlo noi». L’amministrazione è assente, il sindaco Fabbri non si è presentato.
«È vero che il governo ha tolto i poteri agli amministratori locali - fa presente il candidato di Forza Comacchio, Giuseppe Carli - ma è anche vero che qualcuno sarebbe potuto venire qui oggi...è evidente che il futuro di Comacchio, del nostro ospedale e dei cittadini importa poco a chi ci amministra oggi votato sotto altro simbolo. Ma i cittadini non faranno lo stesso errore adesso che la maschera è stata tolta».
Stessa posizione per il consigliere Davide Michetti dell’Onda: «Dove sono i nostri amministratori? Perché non lottano qui con noi? La risposta è una sola: il disegno per l’ospedale San Camillo è sempre stato chiaro e forse adesso lo è ancora di più».
Nel piazzale la gente continua ad arrivare. Carabinieri e polizia municipale controllano da lontano, la protesta è forte ma pacifica. «Comacchio ospita già un alto numero di profughi - conclude Maura Tomasi -, che non si inizi dunque a darci dei razzisti, a dire che non siamo ospitali. Solo ci vogliono altre soluzioni». Quali? «Devono andare a Lagosanto - dice Mezzogori -. C’è un albergo nuovissimo chiuso da anni e pagato con i nostri soldi. Un luogo ideale direi. Perché nessuno ci ha mai pensato? Eppure mi sembra la soluzione più semplice. È una sorta di oasi nel deserto, considerato che sempre i soliti chiuderanno anche l’Ospedale del Delta. I migranti starebbero benissimo. Qui è già riscaldato? Accendino i termosifoni già da questa sera, così siamo a posto». Presente alla protesta anche Francesca Felletti (Pd): «Non mi sembra un’ottima idea, sinceramente. Premesso che l’accoglienza per noi è un dovere, ma forse bisognerebbe iniziare a predisporre piani ben precisi, così da mediare con i cittadini. Basta imposizioni dall’alto, si rischia di far scoppiare la rivolta».
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