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Dall’estrazione della sabbia un segnale di lenta ripresa

Dall’estrazione della sabbia un segnale di lenta ripresa

Settepolesini, la ricostruzione post terremoto è in atto e lo si vede anche dal lavoro nel settore edile Il dirigente comunale: «Possiamo fornire materiali a chilometri zero, direttamente dalla cava»

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SETTEPOLESINI. Uno dei termometri per valutare la salute dell’economia è misurare la situazione dell’edilizia (uno dei settori trainanti per eccellenza) e delle aziende che lavorano nella suddetta filiera. Dunque, in un momento di parziale ripresa e con la ricostruzione post-sisma in atto nella zona del cratere emiliano, anche le informazioni che arrivano da un’attività preziosa, come quella estrattiva, nella cava di Settepolesini, possono essere un indicatore utile a capire il momento storico.

Lo scorso 15 novembre, per l’esattezza, è stata consegnata al Tribunale di Ferrara la perizia giurata sui quantitativi di materiale estratto, nel periodo compreso tra il 1º dicembre 2015 ed il 31 ottobre del 2016. La stessa perizia, riferita all’estrazione di materiali inerti, è stata successivamente acquisita anche dagli uffici comunali di Bondeno, e spiega come il quantitativo di materiale estratto sia pari a mc. 35.261,20. Quantitativi che, si evince da documenti interni del municipio, sono da considerarsi «conformi alla disponibilità estrattiva concessa alla società (titolare dell’esercizio, a Settepolesini; ndr) con il piano regolarmente convenzionato».

La perizia, sulla base delle tariffe stabilite dalla giunta regionale, quantifica in circa 24.535 euro la somma che la ditta dovrà versare al Comune, ai sensi della convenzione stipulata. Accertata tale somma in entrata, alla voce “Proventi cave”, il Comune dovrà quindi ripartire la stessa somma con gli altri enti coinvolti: Regione e Provincia, per la quota di loro competenza. Ovvero, circa 1.226 euro per il trasferimento della quota del 5% alla Regione Emilia-Romagna, e circa 4.907 per il trasferimento della quota del 20% alla Provincia di Ferrara.

Vale la pena di ricordare che, in autunno, il consiglio comunale matildeo ha approvato anche la variante al nuovo Piano comunale delle attività estrattive.

In quella sede, il dirigente del settore tecnico comunale, Fabrizio Magnani, aveva ricordato l’importanza dell’attività estrattiva: «Siamo in un ambito all’interno del cratere del sisma – aveva detto all’assemblea – e la possibilità è quella di fornire materiali per ricostruire “a chilometro zero”».

Mirco Peccenini

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