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Ferrara, militare Nato si scatena e ferisce due poliziotti

Ferrara, militare Nato si scatena e ferisce due poliziotti

Un capitano della base di Aviano beve troppo e molesta i clienti di un’enoteca. Poi si rifiuta di fornire le generalità e colpisce gli agenti. Ammanettato e rilasciato nella notte di sabato

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FERRARA. Il freddo e le delizie di Ferrara, la compagnia di una ragazza e lo sballo dell’alcol probabilmente ingerito in quantità che un fisico, pur imponente, non era in grado di sostenere. Un cocktail rischioso, che ha rovinato la serata di un militare americano (e non solo la sua) che l’altra sera è finito in manette davanti agli occhi stupefatti dei clienti dell’enoteca “I due gobbi”, in via Adelardi, pieno centro storico.

L’uomo, 29 anni, capitano delle forze aeree della Nato in servizio nella base di Aviano, si è reso protagonista di una uscita romantica deragliata all’improvviso dai binari della tranquillità. Non si sa cosa abbia innescato, da un certo momento in poi, la violenta condotta del giovane. Da quanto è stato possibile apprendere l’altra sera nel locale stipato di clienti, l'uomo ha iniziato a manifestare un comportamento molesto dopo che la ragazza che lo accompagnava si è allontanata dall’enoteca.

Ai primi segni di nervosismo è seguita una perdita il controllo e l’uomo ha iniziato a prendersela con una parte della clientela. Qualcuno ha raccontato di essere stato strattonato. «La situazione stava diventando veramente pericolosa, per fortuna è arrivata la polizia», commentava l’altra sera uno degli avventori. Così dal locale è partita la chiamata che sollecitava un intervento delle forze dell’ordine, con un’avvertenza: il cliente era alticcio e soprattutto aveva una struttura somatica che sconsigliava confronti troppo ravvicinati e da pari a pari.

Con un’altezza vicina al metro e 90 e un centinaio di chili di peso, uniti all’energia di una persona giovane, addestrata e lontana dalla condizione di sobrietà sono stati due agenti di una volante ad assumersi il compito, non proprio semplice, di riportare il cliente alla ragione.

I poliziotti, dopo aver capito che il militare non era disposto a calmarsi (si è anche rifiutato di mostrare i documenti) hanno dovuto bloccarlo per evitare che la situazione degenerasse. Hanno incassato una caterva di insulti ma, dopo averlo raggiunto all’interno del bancone, sono riusciti a immobilizzarlo e a infilargli le manette. La colluttazione non ha lasciato illesi gli agenti, che hanno dovuto essere medicati al pronto soccorso: i referti dicono che a uno dei due l’intervento è costato piuttosto caro, con una prognosi di 25 giorni e la frattura del polso. Il collega se l’è cavata con danni più lievi, guaribili in cinque giorni.

Il capitano è stato rimesso in libertà per l’insussistenza di motivi che potessero giustificare il suo trasferimento in cella (pericolo di fuga, possibilità di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove).

Ora però lo attende il procedimento giudiziario innescato dall’arresto, anche se seguito dal rilascio. M.W. deve rispondere di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni gravi, reati puniti – il primo – con la reclusione da sei mesi a cinque anni, il secondo con la reclusione da tre mesi a tre anni. Ad assisterlo l’avvocato d’ufficio Maurizio Brugnatti.

La vicenda proietterà i suoi effetti anche nell’ambito lavorativo del ventinovenne americano perché il comando militare sarà informato dell’incauto e deplorevole comportamento dell’ufficiale.

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